Hanno rivendicato l’accreditamento e la contrattualizzazione delle loro strutture, l’autonomia gestionale e l’esecuzione delle analisi con l'obiettivo di salvaguardare 2 mila posti di lavoro nel settore e 5-6 mila nell’indotto. Per questi motivi i laboratori di analisi al di sotto delle 200.000 prestazioni hanno manifestato sotto la sede della Regione Lazio. Ursap Federlazio e Federbiologi chiedono di esaminare la loro proposta di una “rete-contratto” che eviterebbe, in un momento così delicato dell’economia regionale, ulteriori aggravi sulla collettività a favore di pochi soggetti, soprattutto esteri, nei quali si concentrerebbe tutto il budget della Regione. "Un nuovo oligopolio, questa volta della provetta - hanno denunciato i manifestanti - E tutto ciò anche a danno dei cittadini che perderanno un servizio professionale sul territorio, che sarà composto da soli punti prelievo". Ursap Federlazio e Federbiolobi hanno trasmesso una proposta alla Regione Lazio per la realizzazione di una rete-contratto tra i laboratori che salverebbe l’accreditamento e l’autonomia contrattuale e garantirebbe il mantenimento dei posti di lavoro.
Laboratori di analisi in rivolta, protesta in Regione
I centri al di sotto delle 200 mila prestazioni rischiano la chiusura: "Tutelare i posti di lavoro e la qualità del servizio"
