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Oncologi e geriatri uniti contro il cancro

Metà dei tumori colpisce durante la terza età. Occorre riadattare terapie e cure all’anziano

Riadattare le cure al paziente, tenendo conto dell’età del malato anche perché l’organismo, durante la vecchiaia, non riesce a tollerare determinate tossicità di alcuni farmaci oncologici. Anche nel caso del tumore che, 99 volte su 100, viene trattato con farmaci sperimentati su persone più giovani. Eppure, negli anziani il rischio di ammalarsi di tumore è 40 volte più alto rispetto alle persone di 20-40 anni e 4 volte maggiore rispetto a quelle di 45-65 anni. “Secondo le ultime previsioni demografiche, nel 2030 circa il 30% degli italiani avrà più di 65 anni – dice il prof. Guido Francini, Direttore dell’Oncologia Medica dell’Università di Siena e presidente del 1st Rome International Meeting on Geriatric Oncology, organizzato dall'Università di Siena e di Roma Sapienza (che si conclude oggi) -. In futuro dobbiamo aspettarci un aumento significativo del numero di neoplasie e di anziani colpiti. Contro il cancro sarà dunque necessaria una sempre più forte collaborazione tra oncologi e geriatri. Ma anche la prevenzione potrà avere un ruolo fondamentale. Il 40% dei tumori è evitabile seguendo stili di vita sani. Per evitare gravi problemi di salute durante la terza età è necessario fin da giovani non fumare, limitare il consumo di alcol, seguire una dieta sana ed equilibrata, svolgere regolarmente attività fisica e sottoporsi ad esami medici”.

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