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Studi medici senza «burocrazia»

La Regione Lazio cambia procedura dopo i vari ricorsi Una circolare elimina «l’autorizzazione all’esercizio»

Ci sono novità, finalmente! Il sole è al centro del sistema e brilla e brucia più che mai. Suo è il ruolo principale, i pianeti gli girano intorno. «È avvenuto un cambio veramente rivoluzionario. Potremmo definirlo copernichiano. Positivo per la classe medica. Non per il cittadino. Finora abbiamo pagato tutte queste tasse! E per che cosa? Ho tanta rabbia!» dice, in modo sempre più coinvolto e determinato, il professor Mario Ballarin, esperto in fisica nucleare. La sua marcia verso la verità continua. Ma la verità è scomoda, e in qualunque commedia è sempre stata messa in bocca al folle di turno. E il «pazzo Ballarin», così ironicamente si autodefinisce il professore, e aggiunge, «professore de che?», ha quasi vinto la battaglia a favore dei medici in materia di autorizzazione all’esercizio degli studi medici, odontoiatrici e di altre professioni. «Finalmente è ufficiale, è giunta la circolare del 14 luglio 2014 n. 405928, a firma di Degrassi e di Spunticchia che recita che gli studi medici, odontoiatrici e di altre professioni non sono e non erano soggetti ad autorizzazione regionale a meno che siano o erano attrezzati per chirurgia ambulatoriale. Solo dall’11/2/2007, data di entrata in vigore del R.R. n. 2/2007, attuativo della L.R. n. 4/2003, anche gli studi medici-odontoiatrici operanti nel territorio della regione Lazio sono stati assoggettati al regime autorizzatorio». Per capire meglio. Che dicono la L.R. 14 luglio 2014, n.7 e le due circolari regionali? «Dicono che l’impianto burocratico messo in piedi in questi 7 anni è da rivedere totalmente e soprattutto da abolire, visto che esiste solo in questa Regione. La circolare Corea non è legge ed è illegale. Si è partiti dalle decine e decine di sentenze contro la Regione e dal DL 90/14 Renzi (24/06/14) che abroga l’obbligo che la richiesta di autorizzazione alla realizzazione sia accompagnata dal parere di compatibilità rilasciato dalla Regione e che riafferma la libertà di impresa, dichiarando che tutti gli atti limitanti gli artt. 32 e 41 della Costituzione e il Trattato europeo sono nulli». E continua: «Decine di decreti, di circolari piene di alchimie da tribunale del Sant’Uffizio di Galileiana memoria e da regno Borbonico, volte a limitare o meglio impedire la professione medica sono state partorite dai vari dirigenti in questi anni al fine di imporre una autorizzazione non prevista dalla Legge». A chi è giovato questo sistema burocratico della Regione Lazio, unico in Italia? «A me no, perché mi sto difendendo dall’accusa di diffamazione a mezzo stampa per aver scritto due lettere nel 2012 contro il DCA38/12 (domanda piattaforma) e per essere il presunto articolista di tali argomenti su alcuni quotidiani». Verso chi o cosa grida basta? «Basta con i burocrati che inventano la burocrazia, basta con i loro lauti stipendi, causa prima dell’impoverimento del popolo italiano e della scarsità di risorse per i servizi sanitari e sociali! L’on. Illuzzi e l’ANDI hanno sempre appoggiato le circolari interpretative con la scusa che solo così si può combattere l'abusivismo. Anzi sono stati attivi artefici con la dr.ssa Cipriani affinché l’intera classe medica e odontoiatrica obbedisse a tale obbrobrio giuridico, come risulta dalle sentenze dei vari TAR». Chi pagherà tanti disagi? «La L 241/90 consente di chiedere i danni direttamente ai dirigenti responsabili dei procedimenti. Mi sentirò completamente vincitore solo quando verranno restituiti tutti i soldi».

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