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Crepe sulla ciclabile rifatta un anno fa. Cosa succede a Monte Ciocci

Martina Zanchi
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Crepe lunghe decine di metri e larghe diversi centimetri si sono aperte sulla pista ciclopedonale che passa all’interno del parco di Monte Ciocci, nel tratto riqualificato circa un anno fa grazie ai fondi del Giubileo. Se le trova davanti, dopo due o tre tornanti, chi sale da via Anastasio II e l’aspetto è tutt’altro che rassicurante, visto che le fratture corrono parallele al costone, facendo pensare a un cedimento in corso o comunque a un problema di dissesto idrogeologico piuttosto serio.

Da Roma Capitale assicurano che non ci sono rischi per chi frequenta la pista, riqualificata su pavimentazione e parapetti in occasione del Giubileo, anche se il tratto in cui si sono formate le crepe fa parte del tracciato tra Monte Mario e Monte Ciocci inaugurato ormai 12 anni fa. Oggi però, vista la problematica che si è presentata appena un anno dopo la fine dei lavori, partirà una nuova progettazione per eseguire il consolidamento non solo della pista ma anche del pendio, opere i cui costi non sono ancora quantificabili. Proprio oggi i tecnici capitolini effettueranno un primo sopralluogo.

La pista, del resto, è una delle più frequentate dai cittadini e dai turisti, attirati dalla vista sulla Città eterna e dal contesto naturalistico, ma anche dagli appassionati delle due ruote, soprattutto dopo che 12 mesi fa è stato completato (e inaugurato in pompa magna) anche il tratto finale di 1,5 chilometri, che porta fino a San Pietro connettendosi con la Passeggiata del Gelsomino. Opera realizzata grazie a 6,3 milioni di fondi dell’Anno Santo. In questi giorni le immagini delle crepe sono circolate sui social grazie a un video pubblicato da Daniele Giannini della Lega: «Già oggi sono pericolose anche per le ruote delle biciclette», sottolinea l’esponente del Carroccio, sollecitando l’immediata messa in sicurezza.

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