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Droga Capitale, 18 arresti a Roma: sventata una faida tra clan

Luigi Frasca
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Blitz all'alba nella Capitale contro un'organizzazione criminale i cui i vertici del gruppo sarebbero stati in contatto con ambienti riconducibili al clan Senese. I Carabinieri del Comando Provinciale di Roma, su delega della Direzione Distrettuale Antimafia, hanno eseguito un'ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 18 indagati, di cui 16 tradotti in carcere e 2 posti agli arresti domiciliari. Le accuse, a vario titolo, sono quelle di traffico di sostanze stupefacenti, estorsione, sequestro di persona, porto abusivo di armi, riciclaggio, tentato omicidio e lesioni personali gravi. Diversi episodi risultano aggravati dal metodo mafioso, per via delle modalità intimidatorie e del controllo capillare esercitato su alcune piazze di spaccio romane.

 

L'operazione è il risultato di un'indagine, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Roma avviata nel maggio 2025 dal Nucleo Investigativo dei Carabinieri, che ha consentito di ricostruire l'attività di un'organizzazione dedita all'importazione di ingenti quantitativi di droga dall'estero e alla successiva distribuzione all'ingrosso nella Capitale. Un sistema ben strutturato, capace di gestire flussi di denaro rilevanti e di imporsi con violenza su chiunque ostacolasse i propri interessi. Tra gli episodi più gravi documentati dagli investigatori emerge il sequestro del padre di un intermediario, rapito a Sulmona e portato in un'abitazione tra Lazio e Abruzzo, dove sarebbe stato minacciato con una pistola alla testa e costretto a contattare il figlio per recuperare 200 mila euro sottratti al gruppo.

In un altro caso, un intermediario marocchino operante in Spagna sarebbe stato intimidito con minacce di morte per la restituzione di 50 mila euro legati a una partita di droga mai consegnata. Violenta anche l'aggressione ai danni di uno spacciatore insolvente, picchiato dentro una chiesa per un debito di 35 mila euro. Le tensioni con un gruppo rivale per il controllo delle piazze di spaccio sono degenerate in una escalation armata. Due tentati omicidi, avvenuti nel quartiere Tuscolano tra novembre e dicembre 2025, hanno visto l'esplosione di numerosi colpi di arma da fuoco in strada, con grave rischio per i cittadini.

La faida è proseguita nei mesi successivi, ma i vari interventi dei carabinieri hanno permesso di sventare almeno cinque ulteriori agguati tra il 14 e il 19 aprile 2026. Per portare a termine i piani criminali, i capi del gruppo si sarebbero avvalsi anche di un sicario cileno, fatto arrivare dalla Spagna e nascosto in una villetta a Ciampino insieme ad altri membri del commando. Un dettaglio che evidenzia la capacità dell'organizzazione di operare su scala internazionale. L'inchiesta ha inoltre fatto emergere che il potere criminale del gruppo si estendeva fino al carcere di Rebibbia, dove alcuni detenuti di spicco sarebbero rimasti in contatto costante con la gang. Le intercettazioni avrebbero rivelato tentativi di influenzare l'assegnazione dei detenuti e di organizzare spedizioni punitive anche all'interno dell'istituto penitenziario.

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