Trappola sampietrini, il Municipio dice basta: "Fateci usare l'asfalto"
Il passaggio di centinaia di autobus e furgoni al giorno non va d’accordo con i sampietrini, così il Municipio I, dopo aver dovuto fare e rifare strade su cui in poco tempo si sono riformate buche e avvallamenti, ora chiede a Roma Capitale di poter usare il caro e vecchio asfalto. La memoria di giunta municipale dello scorso 28 aprile, firmata dalla presidente Lorenza Bonaccorsi e dall’assessore ai Lavori pubblici, Alessandra Sermoneta, sembra dire al Comune proprio questo: «Ci abbiamo provato, ora basta». La richiesta al dipartimento competente e alla Soprintendenza statale è quindi di escludere dal Piano sampietrini del 2019, epoca Raggi, «alcune strade ad alta percorrenza o interessate dal transito di mezzi pubblici» al fine «di consentire interventi manutentivi più efficaci e di ridurre l’incidenza dei costi sul bilancio comunale».
Questo perché, si legge sempre nell’atto di indirizzo, i costi di intervento sui sampietrini sono almeno tre volte più alti rispetto a una strada tradizionale in asfalto, e dopo essere «intervenuto per riqualificare alcune strade inserite nel Piano sampietrini», la giunta del Primo sottolinea che «a distanza di poco tempo dall’esecuzione dei lavori le strade in sampietrino presentavano nuovamente buche e avvallamenti, a causa del transito di autobus e mezzi pesanti adibiti al carico e scarico merci». Soldi buttati, insomma, secondo il Municipio, oltre al peggioramento della sicurezza stradale a causa della pavimentazione dissestata. L’assessore Sermoneta, sentita da Il Tempo, porta come esempio via di San Claudio, una stradina di neanche cento metri che collega piazza San Claudio a via del Corso che è stata rifatta dal Muncipio meno di due anni fa ma che è già in pessime condizioni a causa, secondo l’assessore, del passaggio degli autobus provenienti da via del Tritone.
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Proprio via di San Claudio, oltre a via Milano, via Statilia e piazza Cavour, viene citata dalla giunta tra le strade da escludere in via prioritaria dal Piano sampietrini, che prevede il selciato su un lungo elenco di vie dei Rioni centrali. Addirittura nel 2019 era prevista la «ricucitura dei pochi frammenti mancanti, prevedendo nella futura attività di manutenzione straordinaria il ripristino della pavimentazione in selciato». A distanza di sette anni e alla luce dell’evidenza, però, secondo il Municipio sarebbe ora di rimettere mano a quel Piano.
Basta in effetti fare una passeggiata in Centro per rendersi conto che le quattro strade proposte dal Municipio al Comune sono solo la punta dell’iceberg del problema. Da via Barberini a via Panisperma passando per via dei Bergamaschi, tutte nel Piano sampietrini, si incontrano competenze comunali e municipali ma il risultato è lo stesso: riparazioni «temporanee» fatte con toppe d’asfalto che però, oltre a essere antiestetiche, sono lì da mesi e sono diventate ancora più pericolose delle buche per chi ci passa sopra a piedi, in macchina o peggio in scooter. Tra «rattoppi» discutibili e regolamenti che hanno poca aderenza con le reali esigenze della viabilità capitolina, il sampietrino ha perso da tempo il suo fascino trasformandosi in una trappola per le caviglie di turisti distratti.
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