Ostia, parla l'assessore: "Fase dura ma necessaria. Niente sconti sugli abusi"
Metà stabilimenti ancora chiusi, contestazioni di abusi edilizi e ricorsi giudiziari pendenti. Ostia riparte il 10 maggio ma col freno a mano tirato. A spiegare cosa sta succedendo è l’assessore capitolino al Patrimonio, Tobia Zevi.
Assessore, è l’inizio di stagione che si aspettava?
«La data di apertura della stagione è stata stabilita dal Governo, che l’ha fissata al 17 maggio. Noi, confidando nel bel tempo e sperando in un grande afflusso già da questo weekend, la abbiamo anticipata al 10, il massimo che la legge consente, e permettiamo di aprire già da domani agli operatori che ne fanno richiesta. Insomma, vogliamo aprire il prima possibile. E siamo al lavoro giorno e notte per farlo minimizzando i disagi. Per il loro impegno ringrazio chi lavora nel dipartimento Patrimonio, e poi Risorse per Roma, Ama e Zètema. Oltre agli operatori economici e ai concessionari. Stanno tutti lavorando con abnegazione per avviare al meglio la stagione nell’interesse dei romani».
Aver rimesso a bando le concessioni è stato un passo in avanti verso la modernizzazione di Ostia, oggi però lo scenario non è dei migliori. Perché ci troviamo a questo punto e quanto tempo ci vorrà per vedere tutto il litorale riprendere vita?
«Questa fase di cambiamento è molto faticosa ma indispensabile. Io non sono contento quando viene chiuso uno stabilimento o sequestrata un’attività. Ma occorre rendersi conto che non si poteva andare avanti tra proroghe e abusi edilizi. Sono due anni che lo ripeto alla categoria dei balneari, e infatti molti hanno capito mettendosi in regola. Altri hanno pensato di fare melina tra un ricorso e l’altro, ma i tribunali ci stanno dando ragione e quindi adesso hanno accumulato ritardi. Per completare questa rivoluzione servono due passaggi ulteriori a partire dal prossimo anno: il nuovo Piano di Utilizzazione degli Arenili, ora all’esame della Giunta, e i bandi pluriennali che lo seguiranno. Grazie a questi bandi ci saranno investimenti maggiori e finalmente potremo vedere riqualificati gli stabilimenti chiusi da anni, quelli proprio distrutti».
Quanti nuovi concessionari sono riusciti ad avviare le attività? Quante invece le situazioni di stallo nel subentro e dovute a cosa?
«Al momento sono state già firmate quasi 30 concessioni. Se ci pensiamo, si tratta di un risultato notevolissimo. Nei prossimi giorni ne firmeremo altre, non appena rimuovono gli abusi noi facciamo l’atto. Ed è abbastanza straordinario che siano iniziati anche i subentri, cioè che avviino la loro attività coloro che hanno vinto i bandi. Nessuno ci credeva, e invece sta accadendo. Noi vogliamo aprire tutto, ma in modo trasparente e legale».
Via alla stagione di Ostia, ma aprono solo 30 lidi su 61. Ecco la mappa
Il Comune ha iniziato a incassare le royalties sul fatturato previste dal bando?
«Inizierà con l’inizio della stagione balneare. Chi apre grazie alla concessione valida comincia a pagare, e questi soldi serviranno a migliorare i servizi per i cittadini».
Ieri è stato sequestrato un chiosco ma è solo l’ultimo episodio di una lunga serie. La questione centrale sembrano gli abusi edilizi, qual è il quadro della situazione?
«Dalle informazioni che ho, questa chiusura ha a che fare con il rispetto delle norme di sicurezza nel cantiere. Paradossalmente, stavano correndo per mettersi in regola rimuovendo gli abusi. E quindi faccio il tifo perché questa attività possa riprendere e riaprire. Naturalmente, con la sicurezza degli operai però non si scherza. A tutti gli stabilimenti che si sono messi in regola dal punto di vista urbanistico ed edilizio noi facciamo immediatamente la concessione, come avevamo detto con assoluta chiarezza fin dall’inizio. Quando ad avere vinto il bando è un nuovo concessionario, la rimozione degli abusi spetta comunque al vecchio. Il che non vieta che possa trovare un accordo con il subentrante per le spese da sostenere, in attesa della norma nazionale sugli indennizzi».
Più in generale, perché i sigilli arrivano ora? Non si potevano anticipare queste operazioni?
«Direi di no. Tutti conoscono benissimo quali sono gli abusi da molti mesi. Ero stato chiaro io e formali gli Uffici. Chi ha voluto capire ha capito. Detto ciò ancora qualche giorno c’è e sebbene al fotofinish io spero che possano aprire tutti dopo aver ripristinato gli immobili in modo che siano regolari».
Il 12 maggio il Tar si esprimerà sui ricorsi dei balneari. Cosa succederà se il tribunale darà loro ragione?
«Noi siamo fiduciosi che ci verrà data ragione come avvenuto finora. È assurdo che si discuta dei bandi quando l’Europa rimprovera l’Italia da 20 anni per la gestione del demanio marittimo. Ma le sentenze si rispettano: se ci dessero torto ne terremo conto, dopo aver naturalmente fatto ricorso anche al Consiglio di Stato. Noi siamo convinti di essere nel giusto, ma soprattutto siamo certi di lavorare solo e soltanto nell’interesse della maggioranza dei romani».
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