"Mia figlia terrorizzata, quell'uomo l'ha colpita mentre andava a scuola"
San Lorenzo, parla la mamma della 12enne aggredita
Un incubo finito e la speranza di non rivedere più per strada l’aggressore della figlia. Il racconto è di Sara (nome di fantasia), mamma di L., la 12enne colpita lunedì mattina su via Tiburtina, a San Lorenzo, dal 22enne tunisino protagonista nel quartiere di diverse altre violenze contro donne e bambini.
Che cosa è successo?
«Mia figlia fa la seconda media e come tutte le mattine stava andando a scuola con le sue amiche. Alle otto meno cinque mi chiama piangendo, tremando: "Mamma mi hanno aggredita". Sono scesa di corsa, scalza e in canottiera, e mi ha detto che un uomo le ha sferrato un pugno tra l’orecchio e la guancia, lei è caduta e lui con tranquillità è andato via. Quando sono arrivata l’ho visto allontanarsi, ma fortunatamente siamo persone con la testa. Abbiamo respirato e abbiamo chiamato chi di dovere. Siamo andati a sporgere denuncia».
Sua figlia come sta adesso?
«Bene per fortuna, ma la paura è stata tanta, perché stamattina (ieri, ndr) quando ha saputo che l’avevano liberato non voleva andare a scuola».
Avevate già visto quell’uomo?
«Lo conoscevamo perché ha sfasciato finestrini, macchine... Però è psichiatrico, non si poteva mai fare nulla. Questa volta ha aggredito in modo pesante e si è attivata una rete, gli assessori del Municipio sono stati bravissimi, si sono interessati. Poi a monte c’è il magistrato, la prefettura, che decidono».
Conoscete la donna che è stata aggredita in bici con il figlio?
«Certo. L’aggressione a lei e a mia figlia è avvenuta lo stesso giorno. Noi alle otto meno cinque, lei alle quattro e mezza».
Adesso L. se la sente di andare a scuola da sola?
«Sì perché sa che è rientrato in ospedale. Oggi pomeriggio (ieri, ndr) mi ha detto: mamma allora esco. Le ho detto certo, andate a festeggiare».
Ieri mattina era circolata la notizia che l’aggressore fosse di nuovo in giro per il quartiere.
«In quel momento abbiamo chiamato gli assessori municipali e abbiamo detto: se ora non vi muovete voi…
…Farà una brutta fine.
«La gente era stufa. E siccome la giustizia non ci aiuta, già girava voce che qualcuno volesse andarlo a cercare. Sono la minoranza del quartiere, tutti gli altri non sono così, ma se non l’avessero preso avremmo fatto giustizia noi. Ma non è giusto, perché la giustizia c’è».
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