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Si aggrava in attesa del tampone. Caos referti anche all'Asl Roma 2

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Antonio Sbraga
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Hanno fatto prima a ricoverarlo in terapia sub-intensiva che a spedirgli l’esito del tampone, comunicato con ben 13 giorni di ritardo dall’Asl Roma 2. E senza manco lo straccio di un referto, andato ufficialmente perduto: «risulta positivo al tampone del 5/11 ma non ci è stato ancora pervenuto il referto - ha scritto in un’e-mail mercoledì 18 l’ufficio Profilassi Sisp dell’Asl - Sarà nostra premura richiedere il referto a chi di competenza, e contattarla non appena ricevuto». Peccato che il malcapitato 73enne sia già stato, nel frattempo, ricoverato in gravi condizioni presso il reparto di Pneumologia dell’Umberto I. Con il resto della famiglia quasi tutta contagiata e “dimenticata” dall’Asl, che ha impiegato da un massimo di 16 giorni ad un minimo di una settimana per riuscire a comunicare l’esito dei referti agli altri 4 componenti del nucleo.

«È un vero scandalo, per riuscire ad avere l’esito di 4 tamponi su 5 abbiamo vissuto un’autentica odissea da malati e abbandonati - denuncia la figlia del degente, Federica Ugolini - Ben 16 giorni per ricevere quello di mio fratello, l’unico negativo. E 13 per le comunicazioni relative ai tamponi di mia figlia di 7 anni e di mio padre. Per lui, poi, con l’ulteriore beffa del referto perduto dopo il danno di una comunicazione in ogni caso tardiva, al punto da vanificarla: quando l’ambulanza del 118 l’ha trasportato in ospedale ha dovuto rifare il tampone, scoprendo solo allora di essere positivo prima di aggravarsi in modo repentino. Ma anche per il referto di mia madre hanno impiegato 12 giorni: solo il mio è arrivato in una settimana». Ritardi comuni, nonostante i tamponi siano stati effettuati in drive-in diversi: a Fiumicino, Tor di Quinto, Via Odescalchi e quello del San Camillo-Forlanini. «Siamo tutti dovuti uscire di casa per raggiungere i vari drive-in pur avendo sintomi importanti con febbre alta, tosse, spossatezza e bronchiti - sottolinea Federica - E per conoscere i risultati ho dovuto passare giornate al telefono, inviare e-mail e posta elettronica certificata lasciata per tanti giorni senza risposte. Poi è addirittura iniziato un rimpallo di responsabilità fra le 3 Asl che gestiscono i vari drive-in. E, solo dopo varie e indignate insistenze, negli ultimi giorni sono iniziate ad arrivare le risposte. Proprio mentre s’è aggravata la polmonite bilaterale di mio padre, con un quadro clinico compromesso dalla grave desaturazione».

Ieri è finalmente arrivata una telefonata dall’Asl Roma 2: «Sì, ora verranno a farci il tampone al domicilio per mercoledì 25 a tutte e tre. Mi chiedo perché non è stato fatto prima e, soprattutto, vorrei capire se, come nel nostro caso, si sono dimenticati 4 esiti su 5, perdendosi anche un referto, quanta gente non è stata censita e quanti positivi sono andati in giro in attesa dell’esito?», chiede Ugolini. Sui casi dei referti-lumaca sono in corso già 2 indagini interne nelle Asl Roma 3 e Roma 5. L’azienda sanitaria del litorale romano ha ammesso l’esistenza di «gravi disservizi riscontrati in questi giorni sui referti dei tamponi», chiedendo scusa per «gli obiettivi ritardi nelle comunicazioni tra uffici competenti e utenti».

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