Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Botte all'arbitro, Tormarancio retrocesso

La squadra giocherà a porte chiuse fino al 30 giugno 2020. I calciatori e i tifosi hanno picchiato e minacciato di morte il direttore di gara

Andrea Ossino
  • a
  • a
  • a

In attesa che la giustizia penale faccia il suo corso, quella sportiva ha emesso un provvedimento nei confronti di chi, domenica scorsa, ha avuto un ruolo nell'aggressione all'arbitro durante la partita di calcio di Seconda categoria tra la Polisportiva Giovanni Castello e il Tormarancio. «Io ti uccido, ti ammazzo, adesso prendo la mazza e ti uccido brutto cane, tu sei un infame devi morire», gridavano tifosi e giocatori al direttore di gara. Minacce che non possono essere dimenticate. Ed è per questo che il Comitato Regionale Lazio della Figc, ha deliberato le sanzioni. La più lieve è anche la più scontata: il Tormarancio ha perso la partita «a tavolino», per 3 a 0. Una multa da 1.500 euro non bastava, secondo il Comitato, a punire la società. Così la squadra è anche stata retrocessa in categoria inferiore, e fino al 30 giugno del 2020 dovrà «disputare le gare interne a porte chiuse», si legge nel provvedimento.  Gli atti riguardano anche il presidente del club capitolino, Marco Binetti, squalificato fino al 30 giugno 2020 «per mancata assistenza dovuta all'arbitro nel corso della violenta aggressione subita dallo stesso». Anche Ferruccio Fabbri, dirigente della società, è stato inibito: fino al 31 dicembre prossimo. Quattro giocatori possono praticamente appendere le scarpette al muro: Daniele Dicuffa, Massimiliano Casanica, Luca Santini e Luca Di Lucente sono stati squalificati fino al 30 maggio 2024. Anche Damiano De Amicis e Willian Ranieri dovranno stare fuori dal campo. Il primo fino al 30 maggio 2020, il secondo fino al prossimo 31 dicembre. Nel provvedimento dei giudici sportivi vengono... SE VUOI CONTINUARE A LEGGERE CLICCA QUI

Dai blog