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In scena la sartoria e l'artigianato di lusso

All'università telematica San Raffaele

Donatella Perrone
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Come si valorizza il made in Italy? Quanto contano la comunicazione e il marketing nella moda? Queste e molte altre domande troveranno una risposta nel workshop «Il filo infinito del Made in Italy», ospite domani della sede romana dell'Università Telematica San Raffaele. Il nuovo incontro, parte del più ampio ciclo di giornate di studio e laboratori «Made in Italy 4.0, comunicare il valore Italia nell'era digitale», darà voce a giornalisti, designer e manager che insieme spiegheranno come l'artigianato di lusso e la sartoria rappresentino oggi più che mai il cuore pulsante del fashion italiano. Sarà Mara Ferragina, docente di Strategie di Comunicazione e Responsabile Comunicazione e Marketing dell'ateneo, a coordinare il dibattito che introdurrà le esperienze professionali dei diversi protagonisti dell'indotto. Prima fra tutte la giornalista di moda e lifestyle Silvia Luperini. Nel suo intervento «The Italian Touch» spiegherà il ruolo chiave di carta stampata e tv nella comunicazione del lavoro dei marchi che operano nel luxury world, attraverso case history di brand nostrani capaci di sfruttare al meglio la propria italianità per raccontarsi. A seguire sarà la volta di «Sciuscià sì … ma Chic!!!», la storia di Rosalina Dallago, ex modella con il piglio manageriale e una passione irrefrenabile per le calzature che ha dato il via ad una fortunata attività di lustrascarpe di lusso che oggi conta 3 sedi nel cuore di Roma. Dalle scarpe al su misura, toccherà poi a Luca Paolo Rossi, imprenditore votato ai tessuti e alla sartoria che ha saputo trasformare la tradizione di famiglia – lo zio era un sarto già nel ‘900 - in un brand internazionale di successo. Come si trasforma l'amore per le stoffe in un lavoro apprezzato anche fuori dai confini del Paese? Rossi racconterà la sua esperienza prima di passare il testimone a Massimiliano Amicucci, designer e titolare di Move Officine del Cappello. Il creativo, che le ossa se le è fatte in un laboratorio di costumi teatrali con i grandi maestri cappellai, oggi nel suo palmares vanta collaborazioni prestigiose con costumisti del calibro di Milena Canonero, Gabriella Pescucci, Joanna Johnston e Maurizio Millenotti. Amicucci spiegherà alla platea come sia possibile favorire l'incontro tra cinema, teatro e moda sotto la tesa di un cappello nel suo intervento «Una bombetta alla Chaplin o un cilindro. L'accessorio che troneggia sulle teste dei divi. E non solo». Una mattinata intensa e piena di spunti che chiuderà con «Lo stivale va di moda. Valorizziamo il marchio Italia», lo speech con cui Valeria Andersen Magistro, Docente e responsabile del Laboratorio di Moda dell''università, sensibilizzerà gli ospiti sulla necessità di tutelare la tradizione sartoriale italiana attraverso la formazione delle giovani leve della fashion industry e il confronto con i più esperti artigiani.

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