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Notte di spari e vendette tra clan: così Ostia diventa Gomorra

Cinque colpi di pistola contro la porta di Silvano Spada. Preso a calci e pugni l'ingresso dell'abitazione del fratello Giuliano

Silvia Mancinelli
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Non sono nemmeno le 22 di sabato quando cinque colpi di pistola esplosi uno dopo l'altro bucano il portone al terzo piano della palazzina al 22 di via Forni, a Nuova Ostia. Cinque botti sparati a distanza ravvicinata da qualcuno che ha agito con serenità, certo di non essere ostacolato, fermato, visto. E che hanno sovrastato prepotenti le televisioni accese, il chiacchiericcio all'ora di cena, il sonno dei bambini. L'interno è quello dove abita Silvano Spada, 33 anni già noto alle forze dell'ordine e cugino di Roberto ora in un carcere troppo lontano per intervenire. La sua porta crivellata si divide il pianerottolo con un altro ingresso uguale, cieco e sordo tuttavia per gli investigatori che inutilmente cercano testimoni. Al fratello Giuliano ha detto meglio: mentre i bossoli punzecchiavano il portone blindato del fratello, il suo all'ultimo piano di via Baffigo 45, la parallela dopo, veniva preso a calci e pugni. Con buona pace dell'immancabile statua alla quale già erano cadute le marmoree braccia... SE VUOI CONTINUARE A LEGGERE CLICCA QUI

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