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Caso polizze, Grillo non abbandona la Raggi ma nel MoVimento 5 Stelle è caos

Il sindaco Virginia Raggi

Silvia Sfregola
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La consapevolezza che le cose non sono chiare c'è, ma il Movimento 5 Stelle non scarica il sindaco della Capitale. Bocche cucite e grande confusione questo il clima tra i Cinquestelle dopo l'interrogatorio durato otto ore di Virginia Raggi, indagata per abuso d'ufficio e falso. I malumori ci sono, ma in molti escludono telefonate dirette al leader-garante o piani B pronti. Anche gli ortodossi non parlano: Roberto Fico tace, Carla Ruocco è all'estero, Roberta Lombardi si è esposta molto in passato e oggi è più prudente. Finora però la direttiva dei vertici è sempre quella di blindare la prima cittadina fino a prova contraria, vale a dire finché la situazione giudiziaria non precipiti o non si chiarisca. Beppe Grillo e Davide Casaleggio continuano a dare il loro appoggio esterno a Raggi che oggi in Campidoglio è stata raggiunta dal responsabile della comunicazione Rocco Casalino e dal deputato Alfonso Bonafede. Dopo giorni di silenzio, Raggi ha dichiarato di sentirsi "tranquilla" e oggi interviene anche su Facebook con un post in cui ha definito l'interrogatorio di 8 ore "lungo ma cordiale". La sindaca ribadisce che gli unici deputati a parlare della vicenda per suo conto sono gli avvocati Alessandro Mancori ed Emiliano Fasulo. Raggi sottolinea di non aver ricevuto "un solo euro" e sta valutando di querelare "chiunque in queste ore - anche sui giornali - inventi o ipotizzi che io possa aver ricevuto un vantaggio da questa operazione, a me totalmente ignota sino a ieri pomeriggio". Per quanto riguarda le polizze assicurative la sindaca Cinquestelle spiega su Facebook che non ne sapeva nulla "né potevo saperlo visto che si tratta di polizze da investimento che non presuppongono la firma del beneficiario" spiega.

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