Roma Capitale

Nel giorno dei morti il Cimitero militare francese resta chiuso

Nel giorno in cui si commemorano i defunti il Cimitero militare francese non è visitabile. Ieri mattina abbiamo fatto la scoperta insieme ad alcune coppie di stranieri e romani che nella ricorrenza...

Nel giorno in cui si commemorano i defunti il Cimitero militare francese non è visitabile. Ieri mattina abbiamo fatto la scoperta insieme ad alcune coppie di stranieri e romani che nella ricorrenza del 2 novembre avevano pensato di rendere omaggio ad uno dei luoghi monumentali più particolari della città, sconosciuto ai più e fuori dagli itinerari delle guide turistiche perfino in mesi dell'anno come novembre. All'interno del Parco di Mario, con la vista sulla Capitale occultata dalle fronde, il cimitero è nascosto in una salita della Camilluccia abbandonata. Non si riesce a scorgere nemmeno il cartello con la freccia indicativa, fagocitato com'è nella vegetazione. Rifiuti, divieti arrugginiti, carcasse di auto: si e accolti così in via dei Casali di Santo Spirito, la stradina che conduce a un posto del ricordo che trasuda cultura e natura insieme nel cuore pulsante di Roma nord. In rete gli orari del camposanto riportano apertura dal lunedì al venerdì dalle 8 alle 16, sabato 8-13, domenica chiuso. Ieri era lunedì, e anche 2 novembre, ma il cimitero non era, per l'appunto, visitabile causa lavori di manutenzione in corso. Aperto solo il cancello d'ingresso, nessun avviso affisso, nessuna comunicazione in rete. Solo camion di operai a lavoro, ruspe, è l'accesso al piazzale sbarrato. «E' chiuso, non si può visitare il sacrario e il resto almeno per una settimana. Stanno facendo dei lavori. Mi spiace», ci spiegano alcuni addetti. I nastri bianchi e rossi delimitano tutta l'area, offlimits le scale dopo l'ingresso, pavimentazione dissestata, il mausoleo con l'effigie dell'uomo nudo morente scolpita nel marmo bianco sotto il vessillo francese chiuso al pubblico che, basito, ripiega sulla lettura dei cartelloni che raccontano la storia del complesso. Impossibile rendere ossequio agli oltre 1.500 soldati dell'esercito francese caduti in battaglia durante la Campagna d'Italia nel secondo conflitto mondiale. «Ma come oggi? Era domenica chiuso…Vabbè, ci accontentiamo di essere venuti a farci una passeggiata», allarga le braccia una signora che torna a casa insieme al marito con l'amaro in bocca. Osserva le croci e quelle tombe in terra tutte uguali, si fa il segno della croce e va via. Impossibile perdersi nemmeno nella contemplazione della natura: tutt’intorno n c’è molto. Non sono rimaste grandi visuali tra alberi crollati e verde offuscato oltre gli speroni che si intravedono sporgendosi dalle mura e fuori il parco degradato nel silenzio. Un'altra signora esce a testa bassa e sibila: «Viaggio a vuoto, e poi si sente dire che nell capitale non c'è amore per la cultura».

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