Roma Capitale

Corruzione e concussione

A giudizio 38 funzionari di municipi e Asl RmE

Tutti a processo con l'accusa di corruzione e concussione. Su richiesta della Procura di Roma è stato disposto il giudizio immediato nei confronti di 38 persone, tra funzionari dei Municipi XIII e XIV e della Asl Roma E, definiti dagli imprenditori concussi «pozzi senza fine». La data della prima udienza dibattimentale è stata fissata a novembre. Le indagini del pm Erminio Amelio hanno svelato un sistema di corruzione diffuso. Si pagavano tangenti al funzionario del municipio preposto al controllo delle pratiche edilizie, affinché chiudesse un occhio su eventuali abusi e difformità. In alcuni casi la mazzetta era «preventiva», cioè veniva pagata ogni volta che si apriva un nuovo cantiere. In un’intercettazione un imprenditore racconta: «Un architetto dell’ufficio tecnico del Comune che io praticamente, col fatto delle costruzioni, hai capito, ogni tanto lo devo foraggià». Intascava soldi il responsabile dell'ufficio Reti Fognarie che suggeriva all'impresa di turno la ditta giusta cui rivolgersi per le necessarie certificazioni. Un imprenditore intercettato spiega che «per gli allacci per la fogna ha dovuto sborsare 1.500 euro cadaunoà120 mila euro si so presi de sordiàcapito!». Veniva elargito denaro anche agli ispettori dello Spresal (Servizio di prevenzione negli ambienti di lavoro) dell'Asl Roma E per evitare sanzioni per l'inosservanza delle norme sulla sicurezza. «Qui mi è venuto un ispettore, un altro venduto corrotto di merda dell’Asl – racconta al telefono un imprenditore a un suo collega – Sai che ho fatto? Ho preparato la mia busta, mi è costato 8. 500 euro per rifare il rinnovo di tutte quante le pratiche». In un’altra conversazione un ex dipendente Asl Roma E, ora in pensione, chiama un collega e parlando di altri tre dipendenti dice «hanno un giro schifoso».

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