Caos negli asili nido del IV Municipio dopo la pubblicazione della graduatoria il 10 giugno. Tutto a causa di due strutture della zona Torraccia-San Basilio chiuse per lavori di ristrutturazione in seguito a un sopralluogo della Asl. Cosa è successo esattamente? Lo spiegano le mamme che avevano partecipato a quello che si è rivelato un vero e proprio bando-beffa. «A maggio - dice la mamma di un bambino - ho presentato la domanda per l’asilo nido "Girasole Giallo", in via Zanardini (tra Nomentana e viale Kant, ndr) per il quale erano stati banditi 10 posti nella sezione dei medi. Quando è uscita la graduatoria provvisoria ho appreso che mio figlio non era stato preso. Sono andata a controllare e ho visto che in realtà ero in una delle prime posizioni per il nido scelto e quindi mi sono stupita. Guardando più attentamente mi sono accorta che in realtà i dieci posti non erano stati assegnati a nessuno dei "concorrenti" e la stessa situazione si era verificata per la sezione dei medi del nido "La girandola", in via del Podere Rosa, nello stesso quartiere». Cosa è successo? «Ho chiamato l'ufficio scuola del municipio per chiedere spiegazioni - risponde la mamma - e mi è stato detto che i posti del Girasole Giallo e della Girandola non erano più disponibili poiché erano stati assegnati ad altri utenti che frequentavano altri due nidi, "Giocolandia" e "Bimbilandia", per i quali nel frattempo era stata decisa la chiusura. Ho partecipato ad un bando per 10 posti e dopo la scadenza questi posti sono diventati 0! Assurdo!». Qualche mamma, sicura che la sua domanda sarebbe stata accolta, non ha neppure indicato delle alternative, rimanendo esclusa: «Ho già un figlio al Girasole Giallo - dice una di loro - e pensavo che non ci sarebbero stati problemi ma praticamente ho fatto una domanda per un nido a posti zero! L'avessi saputo, io come altri, avremmo inserito nella domanda più nidi. L'ufficio si giustifica sostenendo che il numero dei posti è indicativo ma nessuna dicitura del genere compare nel bando e poi da 10 a 0 non lo definirei "indicativo"... Adesso sarò costretta ad iscrivere il mio terzo bimbo ad un nido privato, con i costi che tutti conosciamo». Un’altra mamma, nelle stesse condizioni, ha indicato le alternative ma adesso si ritrova a dover «distribuire» i tre figli in tre strutture diverse, con i disagi facilmente immaginabili. La risposta del Dipartimento scuola di Roma Capitale, inviata via mail a una delle famiglie, assomiglia molto a un pilatesco lavaggio di mani: «Quello che è accaduto nel suo Municipio è possibile perché, se si verifica un'urgenza legata, in questo caso, a dei lavori di ristrutturazione, viene data precedenza ai bambini già iscritti nelle strutture interessate e si cerca per loro una soluzione immediata. Scelta legata al dovere di assicurare la continuità educativa a chi già frequenta. Comprendiamo il suo disagio ma ci troviamo impossibilitati ad intervenire... può provare a segnalare la questione anche al Municipio». A parte la tempistica delle chiusure (cosa sarebbe accaduto in caso di sopraggiunta inagibilità a posti già assegnati?), i burocrati di palazzo dovrebbero rendersi conto che i bambini, ancor più quelli da zero a tre anni, non sono numeri o pacchi postali. Marino & c. dovrebbero pensare meno alle carnevalate del gay pride e di più a risolvere i problemi delle famiglie, piuttosto che mettergli costantemente i bastoni tra le ruote.
Bando-beffa per il nido: posti già «occupati»
Genitori disperati: qualcuno dovrà ricorrere ai privati, altri avranno figli in tre scuole diverse
