La conta sarà ancora piuttosto lunga per conoscere il peso reale delle due forze in campo: industriali da una parte e «piccoli» dall'altra, capeggiati dalla Cna di Roma, che ormai da tempo fanno muro contro muro nella scelta del leader da appoggiare per la presidenza di Camera di Commercio. Ma l'ipotesi ex prefetto di Roma, Guseppe Pecoraro, alla guida dell'Ente, che resta in campo, ha smosso le acque e fatto fare un importante passo avanti alla Confindustria. Maurizio Stirpe, presidente dell'Unione industriali e delle imprese di Roma, lo dice chiaro ora più che mai: «Al di là del rapporto di stima e amicizia nei confronti dell'ex prefetto, come stabilito dagli organi di unindustria noi abbiamo fatto un apparentamento con diverse associazioni imprenditoriali, compresa la Confcommercio, e confermiamo che dopo questo accordo il nostro candidato alla presidenza è Rosario Cerra, presidente di Confcommercio». Imprenditore, nuovo ingresso in Camera, Cerra che sta facendo un lavoro di fino per ridare slancio ad una delle più importanti associazioni di settore, potenziando l'azione iniziata da Giuseppe Roscioli dopo la rocambolesca uscita di scena di Cesare Pambianchi. Si ripropone, dunque, il duello Cerra-Tagliavanti, ipotesi fatta qualche mese fa da Il Tempo, che ora diventa una certezza. Altro è vedere chi dei due riuscirà a spuntarla. Tagliavanti, infatti, è tutt'altro che rassegnato e certo ha mal digerito quel passaggio di testimone che aspettava e in cui credeva, ma che non è mai avvenuto con Giancarlo Cremonesi, attuale presidente dell'Ente. Tuttavia, il «no» alla sua presidenza è stato più volte ribadito sia da Cerra che da Stirpe. Dall'altra parte Cerra è fortemente osteggiato dai «piccoli» di Alleanza pmi Roma 97,6, che non hanno mai nascosto di non gradire il suo nome tra i papabili candidati. Da qui prima l'ipotesi Lavinia Biagiotti, lanciata dal sindaco Marino per cercare di mettere tutti d'accordo, che però ha ricevuto il «no» secco, seppure elegante, degli industriali (non della Cna), poi i rumors su Pecoraro. La volontà dichiarata dei protagonisti in campo di quella che ormai sembra essere una vera battaglia per la conquista della leadership è scegliere una persona, imprenditore, interna all'Ente. Normale quanto logico se non fosse che non si riesce a trovare un nome condiviso tra quelli appartenenti alla Camera. Non a caso la conta dei numeri, dopo la consegna in Camera dei cosiddetti «apparentamenti», si fa ogni giorno più complessa e difficile. Dalla Camera di Commercio assicurano che «la difficoltà sta nella complessità dell'operazione resa ancora più ostica dal cambio delle regole imposto nel 2011, che prevede un controllo meticoloso dei dati rilasciati dalle associazioni di categoria». Sta di fatto che la lunghezza delle operazioni concede tempo e spazio di manovra ai vari candidati nella lotta all'ultimo voto, visto anche che la differenza dei numeri tra i due opposti schieramenti è talmente minima (la conta verrebbe in leggero vantaggio Confindustria), da far stare tutti sugli attenti. L'altra realtà sono le lettere che la Camera sta inviando all'indirizzo di alcune associazioni per chiedere precisazioni o correzioni in merito ai dati rilasciati. Lettere che attendono una risposta e che fanno dunque slittare i tempi di consegna delle liste alla Regione. «Se qualcuno vuole mettere in discussione l'operato della Camera lo faccia pure - dice Pietro Abate, Segretario generale di Camera di Commercio - ma da parte nostra c'è la massima trasparenza e la tranquillità di fare tutto come prevede la legge». E se i tempi per scoprire i numeri si allungano, Abate si sente di poter assicurare che «al massimo entro i primi quindici giorni di maggio la Regione Lazio avrà sul tavolo i numeri che le servono». Nel frattempo si sta continuando a cercare l'intesa all'interno dell'Ente e questi sono i giorni cruciali per farlo perché un nome di alto profilo, e soprattutto condiviso, scongiurerebbe l'altra ipotesi, niente affatto remota, del commissariamento dell'Ente, più volte messa in campo. Non certo una bella immagine per la Camera più importante e grande d'Italia. Difficile in ogni modo pensare che il tanto atteso cambio ai vertici ci sarà a luglio come previsto. Più probabile a settembre, dopo la pausa estiva.
Presidenza Ccia, spunta il nome di Cerra
Gli industriali virano sul leader di Confcommercio. Il duello è con Tagliavanti Resta l’ipotesi dell’ex prefetto Pecoraro. Nuovi vertici non prima di settembre
