In corteo da Piramide a Palazzo Valentini, sede della Prefettura, sfilando al centro di Roma, «per il diritto alla casa» e contro «le politiche di austerity e di precarietà volute da Renzi, Marino e Zingaretti». Sono tornati in piazza, con queste parole d'ordine, i Movimenti per il diritto all'abitare. Alcune centinaia i manifestanti, che al momento, hanno prima occupato piazzale Ostiense, teatro anche di un breve flash mob di attivisti vestiti in stile militare e «armati» di flauti, cucchiarelle e ombrelloni da spiaggia. L'iniziativa, spiega Luca Fagiano, leader del Coordinamento cittadino lotta per la casa, «era in contemporanea con almeno altre 10 città italiane, da Milano a Palermo, da Napoli a Bologna». E sottolinea: «Cresce l'emergenza abitativa, a seguito di follie come il decreto Lupi, che con l'articolo 5 colpisce chi è costretto a occupare per fare una vita dignitosa. Si svendono inoltre le case popolari». Il tutto, ricorda, «mentre proprio oggi scade il periodo di salvaguardia degli sfratti per morosità stabilito dal prefetto. Ci hanno già segnalato tantissimi sfratti previsti nei prossimi giorni, con il rischio che, in assenza di provvedimenti, quello della casa venga visto solo come un problema di ordine pubblico». Nel mirino dei Movimenti anche l'elezione del neopresidente della Repubblica Sergio Mattarella: «Un rito vergognoso, che ripropone vecchie figure della Prima Repubblica, dentro un pastone istituzionale che comprende Pd, destra e la cosiddetta sinistra italiana». Sullo sfondo, inoltre, anche l'opposizione alla manifestazione lanciata per il 28 febbraio a Roma, dal leader della Lega Nord, Matteo Salvini: «Vogliamo impedire la discesa a Roma di Salvini e della sua politica che incitando all'antisemitismo e al razzismo, spinge alla guerra fra poveri. Chiamiamo la città antifascista a reagire». Rogo e fumogeni, blitz alla sede dell'Anagrafe. Un modulo «gigante» del protocollo per le residenze dato alle fiamme, tra lo sventolio di fumogeni rossi. È il blitz dei Movimenti per il diritto all'abitare davanti alla sede dell'Anagrafe di viale Luigi Petroselli, da loro occupata il 13 gennaio e sgomberata martedì scorso dalle forze dell'ordine. «Bruciamo il protocollo per le residenze - hanno spiegato al megafono - in cui si deve specificare, per l'articolo 5 del Piano Casa del ministro Lupi, se si vive in una casa occupata o meno. È inaccettabile usare la residenza in modo strumentale contro chi occupa. Negando il diritto alla residenza si nega il diritto alla scuola, alla salute, a una vita normale». Poco prima un gruppo di attivisti aveva realizzato un veloce flash mob davanti al dipartimento Lavori Pubblici di Roma Capitale, esponendo cartelli con su scritto «Le buche di Roma ingoiano il patrimonio pubblico». «Vergogna Marino! Non ci stiamo alla svendita del patrimonio», il grido al megafono. In precedenza i manifestanti, oltre un migliaio, avevano sfilato sul Lungotevere, dov'era stato interrotto temporaneamente l'accesso al traffico.
Casa e sfratti, movimenti in corteo FOTO
In piazza per protestare contro il governo. Blitz con fumogeni alla sede dell'Anagrafe
