«Non ci sono riscontri». Fonti della procura sembrano confermare la versione di Gianni Alemanno che nelle ultime ore era finito sul banco degli imputati per le intercettazioni contenute nelle carte dell'inchiesta Mafia Capitale. Quelle in cui Luca Odevaine, membro del coordinamento nazionale sull’accoglienza profughi ed ex vicecapo di gabinetto del sindaco Veltroni, arrestato con l'accusa di essere il «moltiplicatore di profughi da destinare al centro di Buzzi» per fargli guadagnare di più (per questo avrebbe percipeto dall'organizzazione 5.000 euro al mese), parlava di «quattro viaggi in Argentina» dell'ex sindaco di Roma. Viaggi in cui Alemanno avrebbe trasportato «valigie piene di contanti». L'ex primo cittadino aveva respinto con sdegno le accuse, e ora arriva anche la "smentita" ufficiosa della procura: «Non ci sono riscontri di trasferimenti di soldi da parte di Gianni Alemanno all'estero». Parole che fanno esultare il diretto interessato: «Come viene confermato dalla procura la notizia di miei viaggi per portare soldi in Argentina è totalmente e manifestamente infondata. Già ieri dalle carte risultava che gli inquirenti, dopo le opportune verifiche, avevano scartato questa pista. Tutto ciò non ha impedito agli organi di informazione di dare la massima evidenza a questa notizia e io oggi chiedo che uguale risalto venga data alla smentita proveniente dalla procura».
Soldi di Alemanno all'estero. La procura: "Nessun riscontro"
Fonti vicine agli inquirenti commentano le intercettazioni in cui Odevaine parlava dell'ex sindaco in Argentina con "valigie piene di soldi"
