Roma Capitale

Baby gang a Roma Nord. Le aggressioni sono cinque

Minori, annoiati e romani: ecco l’identikit delle bande di incappucciati

Molto giovani e italiani, con ogni probabilità romani. È l'identikit che hanno in mano gli investigatori che si occupano delle aggressioni avvenute nei quartieri Balduina e Monte Mario, a distanza di poco tempo l'una dall'altra, nella notte tra giovedì e venerdì. Una baby gang, dunque, che non si muove per commettere rapine o furti, ma spinta da altre motivazioni. Il bottino delle scorribande notturne, infatti, è sempre molto magro: cellulari, forse anche di poco valore. I balordi, inoltre, proprio a causa delle giovane età, potrebbero aver commesso le aggressioni sotto effetto di alcol o droga. Probabilmente, spiegano gli investigatori, potremmo anche essere di fronte ad una goliardata. L'ulteriore sospetto è che la gang di giovani teppisti rubi il telefono cellulare alle vittime nel timore di essere stati ripresi durante il pestaggio. Chi indaga, infatti, è convinto che non si tratta di rapine, ma di un gioco folle e perverso di «ragazzini annoiati» che si divertono ad andare in giro la notte armati e violenti. Tra le piste al vaglio delle forze dell’ordine, inoltre, quella che non sia stato lo stesso gruppo a colpire il 29enne in largo Lucio Apuleio e la coppia di fidanzati in via Diano Marino, alle spalle dell'ospedale Gemelli. Le dinamiche sono simili, ma non uguali, e molti elementi nelle due versioni non corrispondono. Intanto, spuntano altre tre aggressioni che sarebbero avvenute nei giorni precedenti e con dinamiche simili: una a Valle Aurelia, l'altra nel quartiere di Primavalle e l'ultima sulla pista ciclabile di via Balduina. «Nel quartiere si dice che ci sono stati altri casi - spiegano al bar in largo Lucio Apuleio - e sempre da parte di ragazzi che parlano con accento romano». Le vittime sarebbero state aggredite, senza gravi conseguenze, e private anche in questo caso del cellulare da un gruppo di persone a volto coperto e armate di spranghe. In merito a questi tre ultimi casi, fonti investigative confermano l'episodio avvenuto a Primavalle. Anche questa volta, però, non c'è la certezza che ad operare sia stato lo stesso gruppo. Sulla vicenda del 29enne, su cui indagano congiuntamente polizia e carabinieri, qualche dettaglio in più potrebbe arrivare nelle prossime ore dalle immagini riprese dalle telecamere di una tabaccheria, a pochi metri dall'accaduto. I filmati del servizio di videosorveglianza, immediatamente dopo i fatti, sono stati acquisiti dagli investigatori. «Dopo i due furti di questa estate, il terzo per fortuna non andato a buon fine - ha spiegato il tabaccaio - sono stato costretto a mettere le telecamere. Spero che siano servite a riprendere qualcosa». La baby gang, però, potrebbe non essere passata davanti alla tabaccheria, ma aver scelto un'altra strada, passando alle spalle della piazzola, per sparire poi nell'oscurità della vallata. Polizia e carabinieri, infatti, hanno passato al setaccio l'intera zona intorno a largo Lucio Apuleio, per cercare elementi utili alle indagini. Intanto nel quartiere sale la paura. «Io sono uscita di casa quella stessa notte qualche minuto prima dell'aggressione - racconta una residente - per portare fuori il cane come quel ragazzo, ma non ho visto niente. Sarà successo sicuramente subito dopo. Potevo essere io la vittima». Il caso ha voluto, però, che a cadere sotto i colpi della banda di malviventi sia stato il 29enne uscito a portare a spasso il cane, uno schnauzer di taglia piccola che nulla ha potuto per difendere il padrone. A ritrovare il corpo di E. C. sarebbe stata proprio la mamma che, non vedendolo rientrare, è scesa in strada per cercarlo e lo ha visto per terra in una pozza di sangue. «Da questi parti c'è poco controllo da parte delle forze dell'ordine - si lamenta un avvocato - la zona è abitata da professionisti e benestanti sempre nel mirino di ladri, rapinatori e malintenzionati».

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