Roma Capitale

Ancora un assalto alla Croce Rossa. Distrutto un altro container

I nomadi hanno incenerito anche l’ultima sede della Croce Rossa rimasta al villaggio La Barbuta vicino a Ciampino, inaugurato nel 2012 per un costo totale di quasi 10 milioni, molti andati in fumo...

I nomadi hanno incenerito anche l’ultima sede della Croce Rossa rimasta al villaggio La Barbuta vicino a Ciampino, inaugurato nel 2012 per un costo totale di quasi 10 milioni, molti andati in fumo considerando per ogni container una spesa media di 20mila euro. Dopo aver appiccato il rogo al container di Risorse per Roma, due settimane fa, e contestualmente saccheggiato quello della Cri sottraendo computer e archivio dei progetti, ieri notte hanno «completato l’opera - commenta rassegnato il presidente della Croce Rossa di Roma Flavio Ronzi - distruggendo l’ultimo presidio pubblico rimasto all’interno del campo, l’ennesimo incendio alle nostre strutture è solo la punta dell’iceberg di un progetto ormai agonizzante, figlio di una politica di integrazione ormai senza bussola». Non è infatti la prima volta che gli inquilini del villaggio prendono di mira le aree destinate agli 8 operatori sociali che, in quei luoghi, dovrebbero avviare un percorso di assistenza e inclusione: già l’anno scorso i rom avevano assaltato i container. Hanno scoperto di non aver più una base operativa gli stessi assistenti Cri che, ieri mattina, si erano presentati al campo con le buone intenzioni di sempre. «Hanno bruciato i luoghi in cui si gestivano le attività di segretariato sociale e supporto ai minori, già sostitutivi dei due moduli abitativi devastati lo scorso hanno, sempre di gestione della Croce Rossa - continua Ronzi - già da tempo il villaggio versa in uno stato di anarchia ma oggi ciò che ci preoccupa è l’evidente abbandono da parte delle istituzioni per garantire standard di sicurezza e rilanciare un piano di integrazione ed emancipazione della comunità etnica più discriminata nella nostra società». Dopo gli appelli, caduti nel vuoto, rivolti all’assessore ai Servizi sociali Rita Cutini da parte di tutte le onlus e cooperative attive nei campi nomadi ora si chiede l’intervento del sindaco: «Siamo costretti a interpretare il silenzio dell’assessore sulla questione rom come un assenso alla nostra corale interpretazione sulla strategia di integrazione dell’assessorato, ovvero fallimentare – incalza il presidente – Ci rivolgiamo quindi al sindaco Marino, che in più occasioni si è dimostrato sensibile alla questione accogliendo anche le associazioni rom nelle sue stanze, affinché rilanci una seria pianificazione per allineare Roma agli altri paesi europei».

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