I commercianti si aggrappano agli 80 euro in più nella busta paga degli italiani e sperano. Sabato prossimo inizieranno i saldi estivi, molti negozi capitolini sono già in fase di allestimento. Via gli abiti dalle vetrine, si lavora sui cartellini con il doppio prezzo e la percentuale di sconto. Già da giovedì prossimo decine di esercizi commerciali potrebbero chiudere per inventario e dare appuntamento alla clientela direttamente per il 5 luglio. Ormai è una tendenza consolidata, si partirà con sconti forti in modo da attirare il consumatore che vuole risparmiare quando fa shopping. E allora il metà prezzo o lo sconto attorno al 40 per cento, può diventare un facile specchietto per le allodole, anche e soprattutto se si tratta di capi firmati e alla moda. «Speriamo negli 80 euro di Renzi - chiosa Massimiliano De Toma, presidente di Federmoda-Confcommercio - la sensazione raccolta negli ultimi due mesi è positiva. I soldi in più in busta paga non andranno certo tutti nello shopping, ma qualcosa forse sì e questo ci basta per farci ben sperare». Il pensiero non è di far quadrare i conti con i saldi, anche perché diversi commercianti hanno iniziato già da qualche settimana a scontare la merce, ma almeno di restare sulle percentuali dello scorso anno. Non peggiorare, quindi, sarebbe già un ottimo risultato. «Aprile e maggio non sono andati tanto male per il settore abbigliamento - continua De Toma - la gente è tornata nei negozi a comprare sebbene spenda molto meno che in passato. Questo atteggiamento lascia pensare che il massimo degli acquisti estivi si concentrerà proprio nei saldi». Del resto, le vendite di fine inverno hanno dato risultati alla fine superiori alle aspettative e, soprattutto, in controtendenza con gli anni precedenti. Dunque, i romani aspettano i saldi per togliersi qualche sfizio nel settore abbigliamento? «C'è attesa, i saldi rappresentano ancora un evento che dobbiamo tutelare - risponde Valter Giammaria, presidente di Confesercenti Roma - certo, se ci fossero più controlli per evitare i pre saldi sarebbe meglio». A questo proposito l'assessore al Commercio Marta Leonori fa sapere: «All'inizio di questo mese ho scritto una lettera al Comando della Polizia Locale, per chiedere di verificare il rispetto delle regole da parte degli esercizi commerciali nel periodo dei pre saldi. Questa lettera è stata poi inviata a tutti i gruppi municipali. Abbiamo chiesto anche un report finale sui controlli e inviato ai vigili tutte le segnalazioni pervenute dai cittadini. Tra qualche giorno sapremo i risultati di queste verifiche». Eppure il «vizietto» continua: sms sui cellulari, lettere che invitano i clienti a visitare i negozi prima di sabato, ma anche vendite promozionali per legge vietate 30 giorni prima dei saldi, a volte soltanto mascherate con altre diciture, come «occasione», «grande svendita» e via dicendo. «Ci aspettiamo un buon andamento delle vendite per costumi, magliette e scarpe - fa sapere Giammaria - sono comparti in leggera ripresa rispetto allo scorso anno e per questo ipotizziamo che possano andar bene anche con i saldi. Qualche dubbio, invece, per l'abbigliamento maschile, i completi giacca e pantalone soprattutto, che scontano maggiormente la crisi».
La stagione dei «pre saldi» è già aperta
Ufficialmente gli sconti partono sabato 5 luglio ma nei negozi è partito il ribasso selvaggio
