Roma Capitale

Documenti truccati per intascare i ticket sanitari

Due impiegate infedeli della Asl D al laboratorio Cup di via de Gama

Un vorticoso giro di documenti falsificati, per intascarsi il denaro dell’Asl Roma D destinato ai ticket sanitari. Questa l’accusa che pende su due pubblici ufficiali dell’ente: Carla Foglietti, responsabile amministrativo del laboratorio di analisi Cup di via Vasco de Gama e responsabile dell’Ufficio cassa, e Laura Giuilioli, sua collaboratrice amministrativa. Nei loro confronti la Procura ipotizza i reati di concorso in peculato e falsità ideologica in documenti informatici commessa da pubblici ufficiali. Stando alla ricostruzione accusatoria, le due amministrative - che in udienza hanno più volte fatto notare la loro innocenza e l’estraneità ai fatti contestati – sarebbero riuscite a sottrarre denaro pari a 3mila 650 euro, attraverso una presunta sistematica falsificazione di documenti sanitari relativi ai ticket presentati dai pazienti del laboratorio analisi di via Vasco de Gama. I soldi, come ricostruito dalla Procura, sarebbero stati sottratti – così come illustrato nei capi d’imputazione - in due diverse operazioni: dal 7 febbraio 2007 al 23 febbraio 2008 e dal 28 febbraio 2008 al 4 marzo. Secondo i magistrati, la vicenda dimostrerebbe le supposte malversazioni all’interno di enti pubblici, anche se le difese hanno tentato di dimostrare l’innocenza delle due amministrative, fornendo ai giudici tutti gli elementi che proverebbero l’inconsistenza dell’accusa. Ma il capo d’imputazione formulato dalla Procura sembrerebbe essere fondato su solide basi. Le due sono accusate «perché in concorso tra loro nella loro qualità di pubblici ufficiali addetti al servizio di riscossione ticket, la Foglietti con mansioni di responsabile amministrativo del Laboratorio analisi Cup di via Vasco de Gama dell’Asl Rm D e responsabile dell’Ufficio cassa e la Giuilioli con mansioni di coadiutore amministrativo, si appropriavano della somma complessiva di 2mila 650 euro di cui avevano la disponibilità in quanto ricevuta come pagamento ticket o corrispettivi di prestazioni sanitare erogate al pubblico dall’anzidetto laboratorio di analisi dell’Asl, effettuando in alcuni casi operazioni di storno, consistite nell’annullamento delle ricevute consegnate ai pazienti da cui risultava il pagamento effettuato e nell’emissione di altre ricevute di importo zero ovvero registrando informativamente in modo falso che trattavasi di pazienti esenti che nulla dovevano al Ssn omettendo la consegna immediata al paziente (che aveva invece effettuato il prescritto pagamento) della ricevuta fiscale». Inoltre, con la stessa tecnica «si appropriavano di 1.002,77 euro circa di cui avevano la disponibilità in quanto ricevuta come pagamento ticket o corrispettivi di prestazioni sanitarie erogate al pubblico dall’anzidetto laboratorio di analisi. L’episodio, come illustrato dalla Procura, rientrerebbe nella cosiddetta "mala gestio" della Pubblica amministrazione, sotto la lente dei magistrati. Se pur in forma e consistenza diversa, i dati forniti dalla Guardia di finanza dimostrano che gli enti pubblici sono vittime di sospette forme di malversazioni. Dai dati delle Fiamme gialle risulta che nei soli primi cinque mesi del 2014 sono stati segnalati in 127 funzionari alla Corte dei Conti per aver causato un danno all’Erario pari a 600 milioni di euro.

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