Traffico sestuplicato, inquinamento alle stelle, crollo degli affari per le attività commerciali. Ora che il sindaco Marino annuncia lo stop totale al traffico dei Fori Imperiali, residenti e commercianti si uniscono per gridare il loro «no» secco e senza appello. «La situazione del traffico è diventata insostenibile – tuona Luigi Cangiano del neonato comitato La Voce di Tutti che riunisce i residenti di via Labicana, Monti ed Esquilino – siamo ancora subendo le conseguenze negative di questa parziale pedonalizzazione dei Fori che il sindaco annuncia un'altra chiusura e questa volta, addirittura, totale». È il traffico ciò che spaventa di più i residenti. «Via Labicana e via Merulana sono diventate due grandi carreggiate – incalza l'avvocato Cangiano – abbiamo calcolato che nell'ora di punta passano qualcosa come 6-7 mila macchine l'ora. Succede perché non è stata creata una viabilità alternativa. Adesso il sindaco annuncia questa ennesima operazione di facciata, ma qualcuno dovrebbe avvertirlo che così facendo spaccherà letteralmente in due la città». Anche Paolo Gelsomini del Comitato Celio punta il dito sul fatto che un progetto simile ha bisogno del supporto di una viabilità alternativa e del potenziamento dei mezzi pubblici. «C'è una situazione oggettiva di difficoltà per chi oggi deve raggiungere i Fori parzialmente pedonalizzati. Ben venga la chiusura totale per creare un parco archeologico , ma bisogna evitare che ciò non si trasformi in una trappola per chi risiede o ha la sua attività in zona». A proposito di attività, i commercianti sono infuriati. Adalberto Orneli ha un bar storico su via Merulana e bolla come un «massacro» il progetto di chiusura totale della circolazione. «Mi chiedo dove andranno a infilarsi tutte le migliaia di macchine che gravitano nella zona e che non potranno più entrare nell'area dei Fori. È una domanda alla quale l'amministrazione dovrebbe rispondere. Capisco che forse il progetto immagine è più importante della vita di qualche cittadino che lavora e risiede qui, ma invito il sindaco a stare qualche ora da queste parti per rendersi conto di come si lavori e si viva peggio da quando c'è questa pedonalizzazione». Si chiede, invece, come riusciranno i clienti di Claudio Valorani a raggiungere la sua attività una volta che lo stop alle auto riguarderà tutti i mezzi, anche quelli pubblici.«Se chiudi ma non dai più a nessuno la possibilità di arrivare è come voler far scomparire una parte della città». Come se non bastasse tutto ciò a far scaldare gli animi, ora Marino annuncia di voler pedonalizzare pure il Tridente. Ma, di nuovo, non dice nulla sulla questione parcheggi e potenziamento dei mezzi. «Ci risiamo – bacchetta il sindaco Stanislao Grazioli dell'Associazione residenti Campo Marzio – potremmo essere anche d'accordo sul progetto in sé ma perché non fare una sperimentazione partendo già dal blocco della viabilità per chi risiede nella zona a traffico limitato A1? Così si capirebbero le problematiche e le potenzialità prima di mettere in atto un qualcosa che è veramente innovativo ma per ora è solo su carta». E i parcheggi? I residenti sono saltati su tutte le furie all'annuncio che spariranno i posti auto su via del Babuino e a piazza Augusto Imperatore. «Rimarranno circa 350 posti auto per i residenti – continua Grazioli – ma siamo sicuri che basteranno? Per di più si vogliono spostare i posti riservati alle macchine a Trinità dei Monti senza tener conto che ci sono molti anziani che vivono in questa zona e farsi 100 metri a piedi in salita non è certo una passeggiata». Quando la parola passa ai commercianti i toni non cambiano. ìE' impossibile pensare ad una pedonalizzazione totale – sentenzia Giuseppe Roscioli, presidente di Confcommercio Roma – chiudere va bene quando si sono fatti i parcheggi ed è stato potenziato il trasporto pubblico, meglio se elettrico. Altrimenti diventa un'operazione di facciata e basta. Mi chiedo poi, i turisti come faranno a raggiungere gli alberghi se si bloccano anche i taxi? A questo l'amministrazione ha pensato? In tutte le città del mondo più moderne si consenta ai taxi di arrivare in centro, scaricare valigie e turisti e ripartire”. «Mi auguro che almeno il Comune non faccia coincidere la chiusura totale con il mese di dicembre – sottolinea invece Vittorio Banchetti, dell'Associazione Campo Marzio – ci manca questo per dare il colpo di grazia agli acquisti di Natale e al commercio in genere».
Residenti e commercianti: «Aiuto, moriremo di traffico»
Il Comitato di via Labicana: «Si spacca in due la città» Furibondi a via Merulana e Celio: «È un massacro»
