Roma Capitale

Medici e infermieri in piazza per salvare sette ospedali

A Monterotondo e Subiaco assemblee pubbliche

SUBIACO Riscende in piazza la lotta per i letti degli ospedali di Monterotondo, Subiaco e Bracciano. Minacciati dalla riconversione dei 3 nosocomi, indicata nei «programmi operativi 2013-2015» della Regione, oltre la metà degli attuali 212 letti è a rischio: «entro il 31/12/2014 la dotazione attuale dei posti letto viene ridotta» si legge nella proposta regionale del «Patto per la Salute» sul quale si pronuncerà il Ministero entro il mese. E così ieri, allo stesso orario, alle 18 a Monterotondo e Subiaco si sono tenute due assemblee pubbliche, mentre Bracciano ha affidato ad una diffida legale la difesa della «dotazione attuale del Padre Pio, come da sentenza del Consiglio di Stato del 2012». Anche Monterotondo e Subiaco sono in attesa del pronunciamento dei giudici amministrativi sui ricorsi presentati contro il decreto 80 del 2010, che prefigurava una decimazione dei letti poi sospesa, ma nel frattempo chiedono alla Regione la cancellazione della riconversione. «Incalzeremo la Regione affinché gli impegni assunti pubblicamente dal presidente Zingaretti 20 giorni fa siano mantenuti. «Monterotondo- ha detto il sindaco, Alessandri- non è sola in questo percorso, le presenze istituzionali dimostrano che il territorio condivide le nostre istanze e il senso civico della nostra mobilitazione». E infatti era presente, oltre a medici, infermieri e amministrativi dell'ospedale, il neoeletto sindaco di Fonte Nuova, Fabio Cannella, e i rappresentanti del Comune di Mentana e dell'assemblea dei sindaci dell'area Cassia-Tiberina, che sta valutando la stesura di un documento di sostegno al pieno mantenimento delle funzioni per acuti dell'ospedale eretino. Stessa cosa la stanno predisponendo i 31 Comuni della Valle dell'Aniene per l'Angelucci di Subiaco. Mentre i 7 sindaci dell'area braccianese hanno già preannunciato di voler «ricorrere di nuovo contro questo vero e proprio abuso perpetrato ai danni del nostro territorio», in caso d'accoglimento della proposta di riduzione dagli attuali 68 a 30 posti letto. Perché «la percentuale di posti letto per mille abitanti, che in alcune zone di Roma supera i 9 posti, è nella nostra zona ferma a 0,7 e scenderebbe a 0,5 chiudendo i posti letto per acuti del Padre Pio: non ci sembra davvero una distribuzione equa», hanno scritto i 7 sindaci a Zingaretti. Al governatore l'assemblea pubblica di Subiaco ricorda invece «di non aver dato seguito, nei fatti, a quanto dichiarato nel dicembre scorso sul Monte Livata, quando annunciò d'aver salvato dal taglio dei letti l'ospedale», nel quale ora, invece, la Regione ipotizza il taglio del 64% degli attuali posti: da 72 a 26».

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