TIVOLI Una rivoluzione che domenica sera ha stupito tutti, o quasi, e che ha visto il comune di Tivoli bocciare per la seconda volta consecutiva nella storia politica recente il Partito democratico. Il sindaco della Superba è infatti Giuseppe Proietti, classe 1945 con un curriculum alle spalle di quelli che pesano. «L’uomo della cultura», appellativo guadagnato proprio in virtù degli incarichi ricoperti presso il Ministero per i Beni e le Attività Culturali, ha sconfitto con le sue otto liste civiche la rivale Manuela Chioccia, nome su cui puntavano i dem capitanati dal capogruppo del piddì in Regione Marco Vincenzi, grazie al suo 51,96% contro il 48,04% della rivale. Proietti lei è il nuovo sindaco di Tivoli, stamattina come si è svegliato? « Mi sto calando nella realtà: finora sulla spinta dell’entusiasmo che ha animato centinaia di ragazzi e di persone si volava sulle nuvole, ora dobbiamo misurarci con la realtà tenendo per mano tutti i cittadini. Il Commissario prefettizio mi ha chiamato questa mattina e mi ha detto che l’ufficializzazione ci sarà il 12, ma visto che avevamo pronto un piano per le urgenze ci stiamo preparando». Quando ha capito di avercela fatta? « Quando ho visto che la tendenza complessiva era migliore rispetto al primo turno non solo a Tivoli centro ma anche nelle periferie. La scarto di voti aumentava dato dopo dato». Le prime parole che ha detto ai suoi compagni di avventura? «Ho fatto un richiamo alla sobrietà: eravamo in pieno centro e non volevo arrecare disturbo ai cittadini. Più che festeggiare dobbiamo dimostrare di voler affrontare i problemi. C’è stata una reazione liberatoria da una cappa che ha pesato per anni sulle persone. Ora bisogna fare in modo che tutti si riconoscano nel nostro progetto». Quali sono i primi atti che farà da primo cittadino? «Per prima cosa la nomina della giunta e la convocazione del consiglio comunale, poi renderemo operativa la consulta dei comitati di quartiere e delle associazioni di volontariato. Le istituzioni reali che rappresentano la società sono importanti e vorrei che gli organi del governo cittadino operassero in simbiosi con loro». Ha parlato di un «piano delle urgenze», quali sono quelle che avete individuato? « Va fatta una verifica della macchina tecnico-amministrativa, visto che lì arrivano le istanze dei cittadini e li ho sentiti lamentarsi per i tempi lunghi. Quello che si chiede è di fare il lavoro bene ed in fretta. Poi c’è il tema della "città pulita". Si pagano le tasse e il risultato deve essere quello che ci si aspetta. Qui si inserisce uno dei temi-chiave di questa campagna elettorale: il destino delle società municipalizzate, tra cui l’Asa spa, che gestisce il servizio di raccolta della nettezza urbana. Ritengo che il contratto con l’Asa spa vada rinnovato per un anno per poi vagliare l’idoneità della società per quanto riguarda lo svolgimento del servizio, verificando la capacità di espletare i propri compiti salvaguardando i livelli occupazionali». È stato reso noto un documento in cui si evince che la scelta degli assessorati sarà totalmente a suo appannaggio. Conferma? «Confermo, i responsabili dei movimenti civici hanno dato a me la delega per comporre il gruppo ed ho già le idee chiare. Ma io non sono un despota e mi confronterò con tutti in tempi rapidissimi». Con quale criterio verranno scelti? «Sicuramente partendo dalla competenza, è un segnale che va dato alla cittadinanza anche se da solo non basta. I partiti sono i veri sconfitti di questa tornata, questo lo dicono i numeri».
«I partiti sono i veri sconfitti con me una squadra competente»
«Fondamentale il confronto con la consulta dei comitati di quartiere»