Roma Capitale

Sul ballottaggio l’incognita dell’affluenza

Centrodestra unito intorno a Fontana che al primo turno ha superato l’avversario di 11 punti

GROTTAFERRATA Ultimo atto in vista per una corsa elettorale lunga ben tredici mesi. Era il 30 aprile 2013 quando scadeva il termine per il sindaco Gabriele Mori di ritirare le dimissioni annunciate poche settimane prima al culmine di una bruciante crisi politica. Di fronte si ritrovano due gruppi: quello che fa capo all’ex vice sindaco Alessandro Broccatelli, al momento costretto ad inseguire dopo un primo turno che lo ha visto di circa 1000 voti (11 punti percentuali) sotto lo sfidante e quello facente capo all’ex consigliere di opposizione Giampiero Fontana. Il tema politico dominante è l’unità di un centrodestra compatto su quest’ultimo ed invece la frattura evidenziatasi in un centrosinistra costretto a fare i conti con la «secessione» di Rita Consoli e del suo gruppo, che ha già dichiarato la propria estraneità al secondo turno. Eppure con i grillini fuori da ogni schema e con l’altro candidato Magnani decisamente residuale rispetto ai competitor, il punto focale è proprio l’effettiva presa del candidato Broccatelli sull’elettorato che dieci giorni fa ha scelto la Consoli. A pesare sull’esito del voto di domenica prossima, un ballottaggio che nel 2010 non fu necessario per l’inattesa vittoria al primo turno di Mori, sarà anche l’affluenza alle urne. Con la vittoria di Fontana, Grottaferrata si riconsegnerebbe per buona parte al gruppo già visto all’opera con Ghelfi fino al 2010; il successo di Broccatelli (pur privo dell’appoggio della Consoli) sarebbe un segno di continuità con l’esperienza di quel Mori dai suoi stessi scudieri definito assolutista ed antidemocratico.

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