È ormai scontro frontale tra il sindaco e l’Assemblea capitolina. E stavolta a mettere benzina sul fuoco ci ha pensato proprio il sindaco «marziano» che, incurante del clima già teso, in un’intervista al Corriere della Sera ha "scaricato" la lentezza dell’azione amministrativa sull’Assemblea capitolina, facendo ben comprendere che lui «ha tempi renziani», la «sua» maggioranza no. Una caduta di stile alla quale ha risposto il presidente dell’Aula, Mirko Coratti: «Noi abbiamo dati confortanti sugli atti votati e presentati in Assemblea capitolina. È tutto consultabile online in massima trasparenza, a differenza magari della Giunta che non trasmette né in videostreaming né mi sembra abbia fatto quella grande operazione di trasparenza di pubblicazione dei costi come noi, ma non voglio entrare in polemica». La polemica però c’è, eccome, soprattutto da parte degli eletti in Aula Giulio Cesare che vivono un distacco senza precedenti con il governo della Capitale, opposizione compresa. Delle 43 delibere in materia urbanistica, citate ripetutamente dal sindaco, in realtà in commissione ce ne sono otto. I numeri dell’Aula poi raccontano una realtà diversa. Da gennaio ad oggi sono state approvate 19 delibere, 91 mozioni approvate e 16 respinte e migliaia gli ordini del giorno. Ma il dato per certi versi "illuminante" è quello delle interrogazioni dei consiglieri agli assessori: 288 quelle presentate e solo 71 quelle che hanno ricevuto risposta. Un segnale evidente di un «non rapporto» che, tradotto dalla parte dei cittadini, significa tenere separate, pericolosamente, la città reale da quella di governo. E se il primo cittadino gioca d’attacco, il Pd non resta a guardare. Il ministro della Funzione Pubblica, Marianna Madia va infatti al contrattacco sottolineando che il «vento del cambiamento non è ancora arrivato» e basta davvero poco per trasformarla nella papabile candidata a sindaco, in un "post Marino" che davvero in pochi credono arrivi tra quattro anni. Ed è in questo clima che ieri si è svolta la riunione del gruppo capitolino con i segretari romano e laziale, Lionello Cosentino e Fabio Melilli. Tre ore per fare il punto all’indomani del vertice con il sindaco Marino nela quale è stato annunciato l’ingresso di Silvia Scozzese in giunta per guidare il Bilancio. Temi dell’incontro, ha spiegato Cosentino al termine, «l’impostazione del piano di rientro e il legame che ci deve essere con il bilancio, con i Municipi che stanno iniziando a dare i pareri». Per il segretario «l’obiettivo è un documento di piano di rientro serio e impegnativo che indichi la direzione per il taglio degli sprechi e la riorganizzazione della macchina, perchè questo è il vero banco di prova del cambio di passo politico che chiediamo. Nei prossimi giorni- ha concluso il segretario - ci saranno altre riunioni di approfondimento». Il rimpasto ci sarà, probabilmente i primi di luglio, allo spegnimento del primo anno di giunta Marino. «Stiamo lavorando ai temi di rilancio e di sviluppo della città - ha spiegato il coordinatore della maggioranza capitolina, Fabrizio Panecaldo - in base a quelli poi potremmo proporre al sindaco una rosa di nomi per noi più preparati nel concretizzare gli obiettivi che fisseremo». Difficile tuttavia uscire dall’impasse in tempi brevi e, soprattutto, basterà un rimpasto di giunta?
Marino e il Pd. Lo scontro è frontale
Il sindaco «accusa» di lentezza il Consiglio comunale, che lo smentisce con i numeri
