Roma Capitale

Biologico, locale, vicino. A scuola menù a metri zero

Cinzia Traliccic.tralicci@iltempo.it Metri zero. L’ultima frontiera del cibo biologico arriva nella scuola elementare di Cinquina, l’istituto comprensivo Uruguay, alla periferia nord est di Roma....

Metri zero. L’ultima frontiera del cibo biologico arriva nella scuola elementare di Cinquina, l’istituto comprensivo Uruguay, alla periferia nord est di Roma. Il menù della mensa scolastica sarà preparato con ingredienti provenienti esclusivamente dalle produzioni dell’area circostante la scuola, raccolti e serviti entro 24 ore. Ieri ha preso il via la sperimentazione della prima mensa «a metri zero». Ad inaugurare il progetto pilota gli assessori capitolini alle Periferie Paolo Masini, alla Scuola Alessandra Cattoi e il presidente del III Municipio Paolo Marchionne. Un progetto che punta sulla qualità del cibo e sulla sostenibilità ambientale con percorsi educativi per consentire agli scolari di seguire le coltivazioni e la produzione di quello che mangeranno a scuola. Nel primo giorno del menù a metri zero sono stati serviti pasta all’ortolana, polpette di carne bovina al pomodoro, insalata verde e pane. Ma per coinvolgere gli scolari in un ragionamento più ampio e formativo, una volta al mese visiteranno le fattorie limitrofe e saranno sollecitate al contatto diretto e allo studio di animali e piante. Nei terreni agricoli delle cooperative poi, verrà ricavato uno spazio «Orto-Scuola» dedicato esclusivamente ai bambini dell’istituto per imparare elementi di orticultura e seguire direttamente le produzioni della mensa. Nel giro di qualche mese gli stessi alunni saranno in grado di produrre parte del menù che consumeranno. Il progetto prevede inoltre l’inserimento nei terreni agricoli di un sistema di smaltimento dei rifiuti improntato al riciclo e realizzato tramite macchinari di compostaggio. «È un grande risultato - spiega Paolo Masini - e c’è anche un enorme valore ambientale: meno plastica, meno trasporti. Roma è il più grande comune agricolo d’Europa con i suoi 50mila ettari. Una risorsa tutta da valorizzare». Gli fa eco Alessandra Cattoi per la quale questo progetto si inserisce nel lavoro che stiamo portando avanti sull’educazione alimentare. «Nelle scuole della capitale - dice l’assessore - il criterio della territorialità è ben presente visto che i prodotti vengono acquistati nel raggio di 300 chilometri, e questa è una occasione unica per avvicinare le scuole della periferia romana al "km0" coniugando didattica e cibi genuini». Un’educazione decisiva per un consumatore del futuro consapevole degli stili di vita sani e sostenibili. Il progetto pilota terminerà con la fine della didattica ma riprenderà nel prossimo anno scolastico ed è destinato ad allargarsi in altri istituti della periferia romana, dove la campagna abbraccia la città, con la garanzia di un marchio «mensa a metri zero» coordinato dell’assessorato alle Periferie e progetti che coinvolgano produzioni locali a pochi (meglio zero) chilometri dai plessi scolastici.

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