Roma Capitale

Hashish dalla Spagna. In cinque rischiano il processo

Un’associazione ben strutturata per gestire il traffico di stupefacenti dalla Spagna verso Italia. Questa l’ipotesi della Procura della Repubblica romana, che ha chiesto il rinvio a giudizio per...

Un’associazione ben strutturata per gestire il traffico di stupefacenti dalla Spagna verso Italia. Questa l’ipotesi della Procura della Repubblica romana, che ha chiesto il rinvio a giudizio per Antonio Ferella, Salvatore Moreci, Liliana Piras, Erich Muller e Ana Isabel Cuenca Rosello. Secondo gli investigatori, tra il marzo 2010 e l’aprile 2011, avrebbero organizzato e compiuto numerosi viaggi per importare la droga, soprattutto hashish, da Spagna e Francia verso Lombardia, Emilia Romagna, Lazio e Abruzzo. Una transnazionalità nel traffico, svelato in ogni punto dalla Procura e ricostruito davanti al giudice per l’udienza preliminare, che dovrà decidere se rinviare a giudizio o meno gli imputati. Secondo quanto ricostruito nel capo d’imputazione, gli indagati – difesi dall’avvocato Marta Giansanti - «si associavano tra loro allo scopo di commettere più delitti». In particolare, «organizzavano viaggi in Spagna per l’acquisto di sostanza stupefacente del tipo hashish». Negli atti sono ricostruiti i singoli ruoli degli imputati, anche se la ricostruzione è stata fortemente contrastata dall’avvocato Giansanti. Tuttavia, per la Procura «Antonio Ferella» sarebbe il «finanziatore principale delle operazioni di acquisto» e «promuoveva e organizzava diversi viaggi in Spagna unitamente al Moreci, tutti finalizzati al reperimento dello stupefacente da destinare al traffico». Salvatore Moreci, assieme alla compagna Liliana Piras «gestiva costantemente i contatti con i fornitori spagnoli e il denaro che il gruppo metteva a disposizione, organizzando l’attività illecita». Erich Muller e Ana Isabel Cuenca Rosello, invece, sarebbero stati i «contatti» spagnoli. Nell’incartamento giudiziario risultano essere i referenti iberici. Secondo la Procura «costituivano i loro contatti abituali per l’acquisto dello stupefacente all’estero, di cui curavano la fornitura, il trasporto e l’ingresso in Italia».

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