Approvazione del bilancio di Roma Capitale e rimpasto della giunta guidata dal sindaco Marino. Anzi, il contrario. E già perché le dimissioni lampo dell’assessore capitolino alla Cultura, Flavia Barca, non appena sono stati resi noti i dati definitivi sulle elezioni europee nella Capitale, accelerano di fatto quel rimpasto della squadra del governo capitolino richiesto da tempo dal Pd e, alla luce del 43,07% elettorale, oggi preteso. A tracciare con estrema lucidità la strada, il segretario del Pd romano, Lionello Cosentino: «È stato un voto di fiducia in tutta Italia, e a Roma in particolare nei confronti del Pd che ha dimostrato di essere in grado di reggere il cambiamento. Un voto raggiunto che rende più solido il rapporto tra Pd e città - ha detto Cosentino - questo ci spinge a lavorare ancora meglio. Credo che ora sia necessario un rimpasto della giunta romana: in primis deve essere nominato l'assessore al Bilancio. Insomma un aggiustamento di squadra si farà. E sarà anche necessario verificare e mettere a punto il funzionamento della macchina amministrativa, nonchè dare più slancio alle aziende comunali - ha evidenziato il segretario Pd Roma - e ancora, è necessario approvare il piano di rientro, come chiede il decreto Salva Roma. Insomma il prossimo appuntamento importante per Marino e per noi è la discussione delle scelte di politica economica della città». Una discussione che comincerà già oggi, con una serie di incontri politici fissati dal primo cittadino. Chiusa, con successo, la parentesi elettorale, occorre infatti aprire con la stessa velocità con la quale sono arrivate le dimissioni dell’assessore Barca, la vera, nuova stagione della Capitale. E occorre partire dai protagonisti: giunta e Assemblea. Nella prima si contano due caselle vuote, quella di Daniela Morgante che ha lasciato il Bilancio circa un mese fa e quella, lasciata libera ieri, da Flavia Barca. Due donne dunque arriveranno presto nella Sala delle Bandiere per non far scendere il quorum rosa della giunta capitolina. In pole position Giovanna Marinelli (storica collaboratrice di Gianni Borgna) per la Cultura, e Silvia Scozzeze (delegata dell’Anci alle finanze locali ed entrata da poco nella cabina di regia per il piano di rientro di Roma Capitale). Il nodo da sciogliere dunque è tutto al maschile. Il Pd, forte del risultato, chiede più peso nel governo capitolino e lo chiede con l’ingresso in giunta del presidente del Consiglio comunale, Mirko Coratti. Al suo posto alla guida dell’Aula potrebbero succedergli Giansanti (Lm) o Paris (Pd). L’ambizione dei democratici è quella di avere la poltrona del vicesindaco, oggi occupata da Sel con Luigi Nieri che tuttavia è considerato "sovradimensionato" avendo anche le deleghe a Patrimonio e Personale. Troppo insomma, nonostante la sinistra abbia ben tenuto alle elezioni con il 6,17. E se sul Personale, i sindacati (che scenderanno in piazza con lo sciopero del 6 giugno) ben gradirebbero un altro assessore, il Pd punta soprattutto a deleghe un po’ più pesanti, "rimescolando" Lavori pubblici e Urbanistica. I "colloqui" informali del sindaco partono oggi. Probabile che entro la settimana si arrivi alla formazione della nuova giunta, in grado di dare quel segnale di svolta sancito a livello nazionale.
Marino «traghetta» il rimpasto di giunta
La vittoria accelera il rinnovamento della squadra del sindaco: si dimette l’assessore Barca
