Roma Capitale

Detenuti al lavoro sui sentieri della via Francigena

L’inclusione sociale non è una meteora: i detenuti del Lazio lavoreranno alla manutenzione dei sentieri della via Francigena. Siglato ieri, al Museo Criminologico di Roma, a due passi da via Giulia,...

L’inclusione sociale non è una meteora: i detenuti del Lazio lavoreranno alla manutenzione dei sentieri della via Francigena. Siglato ieri, al Museo Criminologico di Roma, a due passi da via Giulia, il protocollo d’intesa di durata triennale tra Parco regionale di Veio e Amministrazione penitenziaria del Lazio. La collaborazione permetterà all’Ente Parco di implementare le risorse umane per la custodia della Riserva naturale per garantirne la fruibilità e all’Amministrazione Penitenziaria di coinvolgere le persone svantaggiate in un progetto di salvaguardia del territorio, con l’attiva collaborazione delle cooperative sociali. Sono 2.189 le misure alternative in corso nel Lazio (31.191 in Italia) su 6.583 detenuti. Parliamo di 805 affidamenti in prova, 55 misure legate alla semilibertà, 981 detenzioni domiciliari, e più di 200 misure di altro genere concernenti la libertà vigilata. La firma dell’accordo si inserisce nelle linee politiche e strategiche d’intervento su società e territorio per renderli inclusivi, cioè capaci di dare concretezza al diritto di cittadinanza di tutti indipendentemente dalla loro condizione. E segue la firma di un altro protocollo, quello che il PRAP regionale ha sottoscritto a novembre dello scorso anno con l’Anci Lazio, inerente il coinvolgimento delle persone in esecuzione penale e sottoposte ai lavori di pubblica utilità per avviarle ad occupazioni lavorative extramurarie in favore delle comunità locali, in modo da coinvolgerli in attività socialmente utili. «Iniziative con cui si condivide l’impegno comune per un’efficace forma di inclusione sociale dei detenuti sia in misura alternativa sia per la riduzione del fenomeno della recidiva (nella regione al 15%, come sottolineato da Rita Andrenacci, direttore dell’Ufficio Esecuzione Penale Esterna, ndr), una specie di modello in tal senso come pure ha rilevato qualche giorno fa il Governatore Zingaretti», ha spiegato il Provveditore Maria Claudia Di Paolo, evidenziando come «l’obiettivo del Provveditorato sia quello di rimuovere tutte quelle forme di esclusione sociale dalla vita quotidiana spesso poste in essere nei confronti di chi sconta una pena, agendo nel concreto e promuovendo condizioni di vita dignitose nel rispetto dei diritti umani». «Lavorare alla manutenzione del territorio con i Guardiaparco significa imparare a difendere un bene comune, dalle aggressioni quotidiane da parte di chi usa il Parco spesso come discarica», ha chiosato il Commissario straordinario del Parco, Giacomo Sandri. Il Parco di Veio ha intenzione di riservare, per alcune persone in esecuzione penale esterna impiegate nella manutenzione, alcuni posti nell’ambito dei corsi di formazione professionale.

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