Roma Capitale

Fabbriche, fattorie, depositi. Ecco la città dei relitti urbani

1.220 ettari di superficie occupata da edifici dismessi. E il Campidoglio ha cancellato il bando per recuperarli Saggio: "È la classe politica che non vuole salvarli" - Arbizzani: "Vanno resi appetibili per i privati"

Li chiamano relitti urbani. Gli scheletri degli edifici dismessi invadono la città. Quanti siano numericamente, non si sa. Non esiste un censimento. Nel 2010 Roma Capitale stimò le aree occupate dai relitti urbani: 500, per una superficie di 1.200 ettari. I palazzi dell’ex Miralanza, l’ex fabbrica di penicillina Isf sulla Tiburtina, la Snia Viscosa di Largo Preneste, il casale "Bocca di Leone" a ridosso della Tangenziale est, l’ex deposito Stefer, il Centro Onde Corte Rai di via di Tor Pagnotta, i manufatti industriali al Porto Fluviale, il Residence Roma a Bravetta, costruito tra gli anni 70-80, oggi abitato dai senzatetto, il casale di S. Sisto (ex fonti San Paolo) e il Casale Rotatoria di via dei Sapori, tra gli oltre 10 mila edifici industriali e agricoli romani. Nell’ex fabbrica di penicillina, inaugurata negli anni ’50 alla presenza di Fleming come una delle più grandi d’Europa e abbandonata dalla metà degli anni ’90, ci sono ancora bidoni di rifiuti speciali. Migliaia di medicinali scaduti da decenni. Non c’è traccia del progetto che prevedeva un albergo di lusso. Non c’è traccia nemmeno del centro commerciale da realizzare al posto dell’ex fabbrica della Snia Viscosa, aperta negli anni ’20 e dismessa negli anni ’50. 14 ettari di area, in parte privata e in parte pubblica (0,84 ettari). Il Centro Onde Corte della Rai trasmetteva i programmi di Rai International. Dal giorno della chiusura, luglio del 2008, è abbandonato. Benché diroccata, appare ancora bellissima la Vaccheria Casale Bocca di Leone di via monte Buccalione. Una delle prime fattorie automatizzate della campagna romana, sorta alla fine dell’800. Nel 2010 e poi nel 2012 la giunta Alemanno varò il Bando Relitti Urbani, una delle poche iniziative per la riqualificazione di questi edifici, ora cancellata dall’amministrazione Marino.

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