Roma Capitale

Marino vuole la cannabis libera

Il sindaco di Roma propone la liberalizzazione per uso personale e medico. Dopo le polemiche per la decisione di chiudere l'Agenzia per le tossicodipendenze, l'opposizione torna all'attacco

Marijuana libera, per uso medico ma anche personale. Il sindaco di Roma non ha dubbi su ciò che deve essere fatto. Ha “un'idea molto chiara”, come ha detto, sulla necessità di depenalizzare l'uso della cannabis. Ignazio Marino esce allo scoperto e fa professione di fede antiproibizionista. Intervenendo all'apertura dei lavori dell'ottava conferenza annuale della Società internazionale per gli studi sulla politica delle droghe, nella sede del Cnr, ha spiegato che “gli anni di proibizionismo non hanno portato nessun risultato nella prevenzione del drammatico aumento nell'uso di droga”, mentre “nuove forme di legalizzazione potrebbero essere sperimentate in medicina, per la salute delle persone, ma anche per colpire la criminalità organizzata” che “gestisce grandi porzioni del traffico internazionale”. Il sindaco di Roma chiede di riaprire il dibattito per una riforma delle leggi sulle droghe ormai “necessaria a livello nazionale e internazionale”, anche perché “nel 2011 più di un milione di piante sono state confiscate nel nostro Paese contro le 73mila in Francia". Lo scorso autunno aveva sollevato enormi polemiche la decisione di chiudere l'Agenzia capitolina per le tossicodipendenze, deputata alle attività di prevenzione contro l’uso di droghe e di accoglienza e riabilitazione per i tossicodipendenti. Una decisione legata ai tagli di spesa, che era intervenuta sulla sede e la presidenza, aprendo il problema della proroga dei servizi erogati. La giunta ritiene che l'Agenzia, nata nel 1998 durante l'amministrazione Rutelli, abbia superato il suo ruolo. Durante le ultime festività natalizie aveva fatto parlare si sé soprattutto per la campagna pubblicitaria dello zucchero a velo sul pandoro come alternativa alla cocaina. Un'iniziativa che aveva sollevato le critiche dello stesso Marino ("E' un manifesto che non mi piace per niente", aveva dichiarato il sindaco) e l'ilarità dei social network; ma soprattutto un movimento d'opinione che riteneva del tutto sprecati i soldi pubblici investiti in una simile iniziativa. I tagli, però, si sono fatti sentire soprattutto sui centri di accoglienza dei tossicodipendenti. Sulla questione si è aperto un duro braccio di ferro fra destra e sinistra capitolina, sin dal giorno dell’insediamento di Marino. Sel e buona parte del Pd hanno insistito per riportare i servizi al Dipartimento Politiche Sociali, mentre Fratelli d’Italia e gli ex An hanno spinto per la conferma della loro gestione tramite l'Agenzia. In mezzo la competizione ideologica sulla liberalizzazione delle droghe leggere, ma anche la gestione dei servizi da parte delle cooperative d’area. Una contrapposizione che si ripropone oggi, dopo l'uscita del sindaco sulla depenalizzazione, accusato dalle opposizioni di occuparsi di problemi che esulano dalle sue competenze, lasciando nel caos la gestione dei servizi ai cittadini. “Il salutista Marino che si fa mettere il tapis roulant in Campidoglio apre alle droghe leggere e incentiva uno stile di vita che col benessere non c'entra nulla. Questo è il bene che il sindaco vuole ai suoi cittadini, soprattutto a giovani e giovanissimi, più sensibili alla questione. Sciaguratamente sceglie di agevolare le dipendenze, forse per qualche voto alle Europee - ha dichiarato Dario Rossin, consigliere capitolino di Forza Italia -. Mentre Marino sta con la canna in mano in stile Bob Marley e parla di unioni civili, a Roma da un mese non si convoca Assemblea capitolina, si sprofonda nei rifiuti e ci si interroga sulla Tasi. Tutto questo sì è veramente stupefacente”. “Finalmente è uscito allo scoperto - scrive il forzista Luciano Ciocchetti -. Ora cavalca la legalizzazione, tra pochi gironi sarà sul carro del gay pride. Il sindaco di Roma Capitale, stordito dalle canne, lascia la città tra rifiuti e degrado. Questo è il sindaco tutto fumo e niente arrosto”. Giuseppe Cangemi, consigliere del Nuovo centrodestra della Regione Lazio, dice: "Il sindaco chirurgo lasci perdere le sue battaglie antiproibizioniste e si preoccupi di risolvere le vere emergenze della Capitale. I romani non ne possono più delle strade invase dai rifiuti, delle buche killer, degli spacciatori davanti alle scuole, degli ambulanti abusivi, della movida violenta". Il consigliere Gianluigi De Palo, capogruppo della Lista CittadiniXRoma, si domanda: "Nel tempo che viviamo è davvero necessaria una legge di riforma sulle droghe? E' vergognoso che un sindaco di una città come Roma metta tra le sue priorità proprio questa, anziché il lavoro e la crisi sociale. I giovani hanno bisogno di testimoni credibili e non di cattivi maestri. Dobbiamo puntare forte sulla prevenzione che non ammette ambiguità: la droga fa male senza se e senza ma".

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