Roma Capitale

In sessantamila alla corsa «rosa»

Calato il sipario sulla 15ª edizione della «Race for the cure» Maratona di 5 km contro il tumore al seno al Circo Massimo

Quello che le donne non dicono. Sulle note di questa canzone di Fiorella Mannoia si è conclusa la quindicesima edizione della Race for the Cure. È vero. Ci sono cose che alcune donne non vogliono raccontare, come l’esperienza di aver scoperto di avere un cancro al seno. Quelle che ieri al Circo Massimo indossavano una maglietta rosa erano le vere protagoniste dell’evento. Il loro sorriso, la loro voglia di vivere, la loro forza. Hanno vinto loro, su tutti i 60.000 partecipanti alla corsa dei record. Ma ieri non era la giornata delle lacrime, era una festa e basta. La festa dello sport che si sposa con la solidarietà. Come quella espressa da chi ha solo passeggiato per 2km, perché in questi casi l’importante è esserci. Bastava guardare l’impegno profuso dai migliaia di volontari nel villaggio fin dalle prime ore del mattino, per più di cinque ore, sotto un sole cocente per rendersi conto di quanto questo tema fosse sentito. Neanche un piccolo cenno di stanchezza. Quindici anni fa, quando Roma ha battezzato la Race, gli iscritti erano appena 5.000. Oggi è diventata la mezza maratona di solidarietà più partecipata del mondo. Le due storiche testimonial Maria Grazia Cucinotta e Rosanna Banfi non hanno saltato un’edizione ed oggi ne vanno fiere. «Quest’anno la dedico a me stessa -, ha confessato la Banfi, - perché ho superato il giro di boa», cinque anni di lotta contro il tumore. Ma erano tanti anche gli uomini, mariti e papà, con passeggini al seguito, pronti a correre per una giusta causa. La parola d’ordine è sempre la stessa: prevenzione. Ed è questa la principale finalità della Race. Per due giorni interi il Circo Massimo si è messo a disposizione delle donne permettendo loro di effettuare screening gratuiti. Il primo bilancio è stato tracciato dal promotore dell’iniziativa, il Professor Riccardo Masetti, Direttore del Dipartimento di Senologia del Gemelli, Deus ex Machina di tutta la giostra: «Sono stati individuati 2 casi di tumore 2 casi di tumore del seno e 3 casi sospetti e subito avviati ad approfondimenti diagnostici in ospedale ed alcuni casi di melanoma. In quindici anni sono stati fatti passi da gigante e lo dico con grande emozione». La stessa che traspariva dagli occhi del sindaco, per lui prima volta nelle vesti di primo cittadino: «Sono felicissimo di vedere una partecipazione tale e di aver messo Roma a disposizione di una corsa così bella e importante. I numeri che riguardano il tumore alla mammella sono ancora inquietanti. Abbiamo il dovere di debellare questa terribile malattia». La Race for the Cure chiude i battenti per dare a tutti appuntamento all’anno prossimo. Il primo a tagliare il traguardo nella competitiva è stato Fabiano Carrozza. Prima classificata tra le donne Laila Soufyane con Cinzia Barletta che è stata la più veloce tra le «Donne in Rosa», già vincitrice lo scorso anno. Ma questo non ha importanza. Ieri hanno vinto tutti i presenti.

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