Roma Capitale

Dalla polvere alle stelle, i gladiatori e «il tempo libero» nell’antica Roma

Cinzia Traliccic.tralicci@iltempo.it Otium et Ludus ai Mercati di Traiano sono il filo conduttore del Quinto Salone dell’editoria Archeologica che prenderà il via dal 23 al 25 maggio, promosso da...

Otium et Ludus ai Mercati di Traiano sono il filo conduttore del Quinto Salone dell’editoria Archeologica che prenderà il via dal 23 al 25 maggio, promosso da RomArché e Fondazione Dià Cultura con la rivista Forma Urbis (in collaborazione con la British School at Rome). Scenario prestigioso e non casuale quello dei Mercati di Traiano, ingresso in via IV Novembre, luogo antico dove fiorivano le botteghe e le mode (dove sopravvive da millenni una colonia di granchi d’acqua dolce), crocevia nell’antica Roma di una socialità diversa dal prestigio e dagli intrighi dei Fori e della Curia ma altrettanto foriera di novità e di scambi tra l’Urbe, centro del mondo antico e i confini dell’Impero. Otium et ludus, una sfida concettuale oltreché storico-archeologica, impegnata a ricostruire in un confronto scientifico-culturale,l’insieme di attività non politiche che concorrono alla formazione della humanitas del cittadino nell’antichità: studio, lettura, meditazione, conversazione. «A tutto ciò - spiegano gli organizzatori - si aggiunge un’attenzione alle attività che concorrono alla sua formazione fisica (il gioco e lo sport), in armonia con la locuzione latina mens sana in corpore sano con la quale il poeta Giovenale tenta di mostrare la vanità dei valori o dei beni (come ricchezza, fama e onore) che gli uomini cercano con ogni mezzo di ottenere: solo il sapiente si rende conto che tutto ciò è effimero, talvolta anche dannoso, e che l’uomo dovrebbe aspirare a due beni soltanto, la sanità dell’anima e la salute del corpo, pregando che gli dei gliele concedano». Con uno sguardo contemporaneo si indagherà su come dal concetto classico di schole-otium si sia evoluto storicamente quello del "tempo libero" e su come ne siano mutate, nei secoli e nelle differenti culture, le modalità di gestione. La ricerca intellettuale, il gioco, lo svago, lo sport, come la contemplazione estetica di un’opera d’arte, di uno spettacolo o di una melodia diventano tutte modalità - consapevoli di una affermazione e crescita individuale, ognuna delle quali trova rappresentazione nel programma di RomaArché. Dunque non un calendario solo per addetti ai lavori bensì una manifestazione aperta e pensata per interessare e coinvolgere i pubblici più diversi. Infatti tra i tanti appuntamenti scientifici affidati a esperti e docenti, quello con il Gruppo Storico Romano offre al pubblico lo spunto per stimolare l’appronfondimento delle vicende di Roma. Otium et ludus apre alla vivace suggestione dell’arte del combattimento nei circhi tra gladiatores e permette una rivisitazione del «Ludus» attraverso i luoghi simbolo sopravvissuti nella città eterna. Colosseo a parte. Quel che resta, ad esempio, della «palestra» del Ludus Magnus tra il Celio e l’Esquilino che avrebbe ospitato gli allenamenti e i combattimenti dell’imperatore Commodo coi gladiatori, e la Meta Sudans, di fronte al Colosseo dove tradizione o forse solo leggenda vuole che i gladiatori si rinfrescassero dopo le fatiche nell’arena. Otium et Ludus rende merito proprio a questi ultimi, i gladiatori, figure minori nella storia di Roma a noi pervenuta, capaci di far perdere la testa alle donne più in vista dell’Impero, di affascinare rampolli dell’aristocrazia al punto da lasciare i lussi per scegliere una esistenza legata all’esito del combattimento e al favore del pubblico sugli spalti. Eroi per un giorno, a volte per un solo incontro. Fino al prossimo gioco. Fino alla morte.

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