Roma Capitale

Silvagni si sfila dal confronto È scontro sul Divino Amore

Nessuno ha idee chiare sull’intervento urbanistico

FRASCATI Alla fine il confronto si è fatto. Non è stato facile mettere tutti i candidati sindaco seduti dietro ad un tavolo ed anzi alla fine, come si era ben capito, Fabio Silvagni – il favoritissimo della vigilia – non ha accettato di prendere parte ad un faccia a faccia che poi, alla fine come spesso accade, è interessato soprattutto agli addetti ai lavori. «Mi candido sindaco di Marino per dare un'opportunità nuova e in più alla mia città, non per vedere le lacrime di mia moglie di fronte a insulti che mi sono stati indirizzati ad alta voce proprio in questi giorni da più o meno noti militanti politici sulla piazza del paese che certo non sarebbero mancati». A Silvagni nel confronto organizzato da una testata locale non hanno mancato di mandare una pizzicata i quattro che invece la faccia ce l’hanno messa eccome: Emanuele Ciamberlano (Pd, centrosinistra e liste civiche), Eleonora Di Giulio (Sel, socialisti e liste civiche), Carlo Colizza (5 stelle) e Adolfo Tammaro (civico) si sono affrontati e confrontati su programmi e sui temi più caldi di una città alle prese con l’ennesima espansione urbanistica. Ambiente, Divino Amore, aeroporto (quello di Ciampino, a forte impatto anche per le frazioni marinesi) e commercio: tutti argomenti che riempiono i programmi elettorali. «Al di là delle belle parole – ha detto la Di Giulio – Silvagni avrebbe dovuto partecipare a questo incontro che fa bene a tutto il movimento politico marinese». Ciamberlano, il vincitore delle Primarie tra mille polemiche ha prima stilettato l’avversaria salvo poi aprire ad un possibile successivo accordo. «Non esiste coalizione di centrosinistra senza il Pd», ha detto facendo appello al voto utile. «i sondaggi ci dicono che non siamo così lontani da Silvagni: l’obiettivo principale è mandarlo a casa, spero che con la Di Giulio ci ritroveremo». La candidata civica delle frazioni, snobbata, poi «sposata» e infine scartata dal Pd dopo la sconfitta delle Primarie, ha puntato sulla programmazione. «Basta interventi spot – ha detto -:bisogna valutare bene le risorse umane ed economiche prima di portare ai cittadini un programma da libro dei sogni». Colizza, che dal confronto è uscito decisamente bene, ha portato nella Sala Lepanto le istanze tipiche dei 5 stelle. «Il nostro è un programma fatto insieme ai cittadini che mette i cittadini al centro»: nel mirino la lotta al radon, un regolamento per le antenne e una più trasparente ed oculata gestione dei rifiuti e della discarica. I toni si sono inevitabilmente accesi sul Divino Amore: Colizza ha spinto sul tasto della revoca delle delibere sull’intervento urbanistico, Ciamberlano ha puntato sulla scelta politica di rendere il progetto quantomeno funzionale con la proposta di portare lì la biennale di architettura. «È comunque una follia che impatterà pesantemente sulle falde acquifere e sulla mobilità», ha detto poi Tammaro. ìIn questi anni – ha aggiunto il candidato di Movimento per il cambiamento – siamo stati gli unici a fare vera opposizione e proseguiremo con le nostre istante sperando di governare la città».

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