Roma Capitale

Luglio pagato a metà. "L’Onda gialla" dei nidi si scatena

Sit-in a piazzale Santi Apostoli contro i tagli agli asili convenzionati

Questa volta si fa sul serio. I lavoratori degli asili nido convenzionati della Capitale esasperati dall’atteggiamento di chiusura dell’amministrazione più volte interpellata hanno organizzato per oggi pomeriggio (dalle 15.30 alle 18) una manifestazione in Piazzale SS Apostoli. «In verità l’assessore Cattoi a fronte delle nostre insistenze ci ha concesso un altro incontro» dice Marilise Blasi a nome del gruppo di lavoratori dei nidi che si è battezzato «Onda gialla». «Per via che eravamo vestiti di giallo durante i sit in sotto l’assessorato» precisa Blasi. Nella Capitale i nidi convenzionati con il Comune sono circa duecento. Dislocati in tutta la città (il record è del X Municipio dove ce ne sono 45) danno lavoro a ottocento persone (tra educatori, cuochi e ausiliari) e risolvono il problema di tremila famiglie. «Ma non tutti hanno aderito alla manifestazione. Saremo circa un centinaio di asili». Sul tappeto ci sono problemi antichi e nuovi. Prima di tutto i tagli al settore che è già in affanno. In particolare la delibera (della precendente amministrazione ma non revocata) in base alla quale il mese di luglio non verrà pagato in toto ma soltanto in base al numero dei bambini realmente presenti. «Con i soldi di luglio ci paghiamo le spese di tutto l’anno. Riusciamo a onorare gli stipendi di agosto, le tredicesime ecc. Del resto le tariffe sono ferme dal 2009 anzi si sono abbassate nel 2010 perché è stato contratto l’orario di lavoro: dalle 8 alle 16.30. Quello di prima era 7.30-18. Purtroppo il costo della vita sale e con queste tariffe non ce la facciamo più ad andare avanti e assicurare la qualità del servizio». E poi il Comune controlla che il servizio sia alto e che, ad esempio, tutti i lavoratori siano a tempo indeterminato. «Certo che pagati al nero costerebbero di meno. Noi infatti chiediamo risorse adeguate a mantenere gli alti livelli di qualità» continua la Blasi «ma spesso dobbiamo rimetterci di tasca nostra». Il conto alla rovescia è iniziato. «Andando avanti così - si continua a spiegare - alcuni nidi saranno costretti a chiudere. Pazzesco se si pensa che il Comune avrebbe intenzione di aprire nuovi asili per il prossimo anno e che i nidi convenzionati sono comunque una risorsa perché costano un terzo di meno rispetto a quelli comunali. Insomma è un controsenso. A meno che questa notizia dei nuovi asili sia solo promozione». I lavoratori dei nidi convenzionati non si fermano qui. «Chiediamo anche un tavolo tecnico con i nostri rappresentanti e quelli del Comune - conclude Blasi - per agire sulle delibere. Vogliamo dire la nostra sul dove è possibile tagliare. E poi una commissione tecnica per valutare le entrate e le uscite. Spesso gli assessori e i funzionari non si rendono conto dei problemi finché non parlano con le persone che li vivono sulla loro pelle».

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