Roma Capitale

Un anno per preparare la Via Crucis

E il sabato l’oratorio e il campo sportivo brulicano di ragazzi

La parrocchia San Bartolomeo Apostolo al Trionfale è una comunità piccola e circoscritta all'interno del quartiere Ottavia, appunto lungo la Trionfale. I residenti sono appena duemila, per la maggioranza appartenenti a un ceto medio/popolare, e l'area è totalmente circondata dal parco dell'Insugherata. Una macchia verde che tuttavia «delimita le possibilità di sviluppo e ampliamento del quartiere». Don Josè, sacerdote spagnolo da molti anni in Italia e parroco da un anno, si trova alle prese con quella che egli stesso considera una grande sfida: attrarre verso la parrocchia il numero più alto possibile di persone: «Ai miei parrocchiani - spiega don Josè - vorrei chiedere: cosa vi occupa così tanto da non poter dedicare del tempo alla vostra parrocchia? Sono così importanti i vostri impegni per sottrarvi agli appuntamenti del Signore? Queste porte saranno sempre aperte a tutti e tutti si devono trovare bene qui». La sfida è di quelle importanti, ma fortunatamente il parroco può contare su un bel gruppo di volontari, giovani e meno giovani, che collaborano per dare vita alle tante iniziative della comunità in occasione delle feste e delle ricorrenze religiose ma non solo. I problemi e le difficoltà impongono infatti che, prima ancora di dedicarsi alla vita e alle attività spirituali e di aggregazione della parrocchia, si vada incontro alle esigenze della gente. Questo compito è altrettanto difficile, in particolar modo in una realtà piccola come quella della parrocchia di San Bartolomeo e con l'Unione Europea che da tempo ha «chiuso i rubinetti» a sostegno del «banco alimentare». Sono molti «i nuovi e vecchi poveri che vengono a bussare alla nostra porta - spiega il sacerdote spagnolo - sia dal nostro territorio sia da fuori e noi, che già facciamo fatica a rispondere alle richieste dei nostri parrocchiani, cerchiamo comunque di non negare l'aiuto a nessuno, grazie anche alla buona volontà dei membri di questa comunità». Ogni 15 giorni infatti la parrocchia organizza la distribuzione di pacchi alimentari e abiti, offerti dai volontari e anche con il contributo della Caritas diocesana. Sociale a parte, un marchio di fabbrica della parrocchia sono le rappresentazioni festive, in particolare quella natalizia, con la recita teatrale, e quella del Venerdì Santo, con la «Via Crucis vivente» che riproduce all'interno della parrocchia la Passione di Cristo. La preparazione per questi appuntamenti dura tutto l'anno, prevalentemente nella giornata di sabato. Ora i volontari stanno moltiplicando gli sforzi in vista della rievocazione del Venerdì Santo della prossima settimana. E sempre sabato è il giorno centrale anche per le attività ludiche, ricreative e spirituali dei ragazzi che si ritrovano sia nell'oratorio, molto frequentato soprattutto nei mesi estivi, che nel campo sportivo della parrocchia. Da giugno a settembre, inoltre, i ragazzi partecipano agli appuntamenti del «motus Christi», un ritiro spirituale in cui «attraverso la meditazione e la convivenza, dialogano con Cristo e scoprono ciò che Egli ha pensato per ognuno di loro». Gli ampi spazi della Parrocchia sono, infine, un prezioso punto di riferimento per le mamme del quartiere che, d'estate, ricevono assistenza per i loro figli durante le ore lavorative, dalle 7,30 al pomeriggio inoltrato. Un’assistenza che don Josè si augura di poter estendere anche ai mesi invernali con il supporto dei volontari.

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