Nel buio tombale del cimitero la luce perpetua non può essere «solare». Il crepuscolare divieto è spuntato fra i cipressi e le cappelle del camposanto di Subiaco, dove la nuova società di gestione chiede «la rimozione immediata di tutti i pannelli fotovoltaici e le lampade votive ad alimentazione solare istallati sui manufatti cimiteriali senza autorizzazione». L’ultimatum scadrà martedì prossimo e, «qualora non vengano rimosse entro il termine stabilito, si procederà alla rimozione d'ufficio e tutte le spese verranno addebitate ai rispettivi concessionari». Ma i parenti dei defunti non intendono rassegnarsi anche alla perdita di questi micro-sistemi fotovoltaici, che utilizzano l'energia solare per alimentare le lampade votive a bassissimo consumo e, soprattutto, a zero canone, come invece richiede la luce (con annessa bolletta) perpetua. «Il loculo è mio e lo gestisco io», obietta una signora riesumando un antico slogan. Ma la società, costituita appena un mese fa dalla concessionaria per l'ampliamento del cimitero comunale e subentrata alcuni giorni dopo nella gestione del camposanto, ribatte richiamandosi «al regolamento di polizia mortuaria, approvato con deliberazione del Consiglio comunale nel 2010». Allo stesso anno risale il project financing varato per la realizzazione di «243 cappelle da 4 a 10 posti, 1020 loculi, 225 cantere, 105 ossari ed un'area inumazione per 50 posti». I lavori, però, sono iniziati solo nel 2013, «dopo un iter burocratico durato ben tre anni per ottenere i diversi nulla osta per l'autorizzazione a costruire», lamenta la società concessionaria che, fino al maggio scorso, ha offerto l'attivazione della «lampada votiva al prezzo di 50 euro anziché 72,61», comprensivo delle spese di allaccio e di canone per tutto l'anno. Nel lungo periodo di passaggio dalla gestione comunale a quella del concessionario, però, molti cittadini si sono organizzati, acquistando e installando le lampade votive ad alimentazione solare. Anche perché solo nel giugno scorso sono iniziati «gli scavi e la realizzazione del primo gradone in continuità con il vecchio cimitero». Ma il cantiere è ancora in grosso ritardo anche se, nel frattempo, sono stati sottoscritti diversi contratti d'acquisto dei loculi, con il versamento del 30% dell'importo per avviare la pratica e il 40% all'inizio dei lavori. «Io ho già pagato il 70 per cento della spesa, ma per loculi che ora sono ancora fantasma», protesta un anziano. E ora toccherà alla nuova società di gestione fare luce. Perpetua, purché non sia «solare».
La luce perpetua splende solo a pagamento
Ultimatum per la rimozione dei lumini a energia solare