TIVOLI Il «capitolo conti cittadini» torna di nuovo alla ribalta delle cronache locali, in particolar modo perché all’appello mancano davvero parecchi soldi. La situazione finanziaria del comune di Tivoli, ancora per qualche settimana nelle mani del commissario prefettizio, Alessandra de’ Notaristefani di Vastogirardi, continua ad essere una nota dolente e mai come in questo caso i numeri lo spiegano decisamente bene. Nel dettaglio si tratta di 27 milioni di euro che a quanto pare devono ancora trovare la strada giusta, in particolar modo quella di Palazzo San Bernardino, che da diverso tempo cerca di dare la caccia agli evasori, dalle aziende ai privati cittadini, senza grandi risultati. In cima alla lista spiccano gli ormai noti, e mitologici, 12 milioni di euro legati all’Imposta comunale sugli immobili per i quali il municipio ha già preparato un piano straordinario, che prevede anche di dare un incentivo per i dipendenti che lavorano negli appositi uffici soltanto su quanto incassato. L’elenco però è decisamente lungo,come spiega bene il totale di cui si parla che riguarda un lasso di tempo che va dal 2000 al 2013. Al secondo posto della black list della Superba ci sono i ruoli relativi alle infrazioni del codice della strada, capitolo in cui sono inseriti ben 9 milioni 498mila euro, cifra che sicuramente fa riflettere sicuramente su diversi aspetti: dal comportamento degli automobilisti al mancato zelo nel riparare il maltorto. La medaglia di bronzo se la aggiudica la TARSU, la tassa per i rifiuti solidi urbani. In questo caso da recuperare ci sono più di 2 milioni e 700mila euro, che in tempi come quelli correnti darebbero sicuramente una mano alla situazione delle entrate e delle uscite, visto anche l’affaire legato all’Asa spa, che a causa dei mancati introiti ha avuto un problema dietro l’altro, interruzione del servizio di raccolta dell’immondizia su tutti. A metà classifica arriva la mensa scolastica, con 500mila euro mentre il fanalino di coda, si fa per dire, spetta alla COSAP, il canone di occupazione del suolo pubblico, che arriva a 432mila euro e la pubblicità, 380mila euro. Superano di poco i 25mila euro le sezioni recupero crediti e l’imposta comunale esercizio imprese. La stagione della caccia grossa è appena cominciata.
Casse comunali vuote, l’ombra di nuove tasse
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