Roma Capitale

Riparte l’assalto delle okkupazioni

Blitz dei movimenti e scontri con le forze dell’ordine Sette edifici in ostaggio. Poi l’assedio al commissariato

Occupazioni, sgomberi, blitz e scontri con le forze dell’ordine. I movimenti antagonisti, ieri a Roma, hanno inaugurato così la settimana di mobilitazione verso il 12 aprile. Lo hanno chiamato «terzo tsunami tour»: un antipasto di quello che succederà sabato nella Capitale, quando scenderanno in piazza per la manifestazione nazionale «contro austerità e precarietà» studenti, centri sociali, Movimenti per il diritto all’abitare e anarchici di varia estrazione. Così come accadde nei giorni precedenti al 19 ottobre scorso, quando Roma fu teatro per l’ennesima volta di scontri tra manifestanti e forze dell’ordine, anche ieri i Movimenti hanno voluto «testare» la reazione ai loro blitz. Una prova di forza che, almeno durante le prove generali, questa volta ha visto soccombere in buona parte gli antagonisti. Delle 7 occupazioni fatte in mattinata, infatti, alla fine della giornata ne sono rimaste solo due. In serata, hanno provato anche ad assaltare il commissariato di Porta Pia dove erano stati portati alcuni attivisti fermati nella mattinata. Hanno mantenuto il sit-in, armati di fumogeni, fino a quando i loro compagni non sono stati liberati. Come al solito, anche ieri, sono stati presi di mira edifici abbandonati, ma anche immobili di proprietà privati, nei quali sono entrate abusivamente centinaia di persone. In rapida successione sono state occupate due palazzine a via Pietro Corti a Ponte di Nona, un palazzo dell’Inarcassa in via Baldassarre Castiglione alla Montagnola, l’ex studentato in via Andrea Cesalpino, un edificio di proprietà del costruttore Caltagirone in via di Torre Spaccata, un altro in via del Commercio e una palazzina in via Val d’Ala, a Montesacro. Insomma, una raffica di blitz tra cui uno all’interno di un ex forno tra via Casilina e via Segni. Qui un gruppo di attivisti ha riaperto simbolicamente il locale per affidarlo ai disoccupati del quartiere. Subito dopo, però, l’immobile è stato abbandonato dai manifestanti perché in condizioni fatiscenti. Come al solito, negli edifici presi di mira dai Movimenti, sono state stipate centinaia di persone, tra cui molti immigrati. Questa volta, però, tra gli occupanti erano presenti anche numerosi italiani. Come nel caso delle due palazzine in via Pietro Corti, a Ponte di Nona, dove sono entrati una cinquantina di nuclei familiari. Il blitz più grande è stato quello di via Baldassarre Castiglione alla Montagnola, dove circa 700 persone sono entrate in un grande palazzo di proprietà dell'Inarcassa, già sgomberato tre anni fa. Poi è stata la volta di Torre Spaccata, in un palazzo di Caltagirone. Qui sono entrati 80 nuclei familiari tra italiani e immigrati. Durante la mattinata, però, nelle mani dei Movimenti sono finiti anche l’ex studentato in via Andrea Cesalpino e un altro edificio in via del Commercio all’Ostiense. Entrambe le strutture sono state sgomberate nel pomeriggio, con momenti di tensione tra manifestanti e forze dell’ordine proprio in via del Commercio. Da via Cesalpino, invece, gli occupanti, dopo l’intervento delle forze dell’ordine, si sono mossi verso il Lucernario occupato, a La Sapienza, dove alle 16 si è tenuta un’assemblea. Liberati anche gli edifici di Ponte di Nona e via Val d’Ala. Rimangono attive, invece, le occupazioni in via Baldassarre Castiglione alla Montagnola e quella a Torre Spaccata, dove sono confluiti gli attivisti di Ponte di Nona.

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