Roma Capitale

Il futuro è nelle start up in rosa e in un nuovo accesso al credito

Eletto da appena un mese alla guida della Confcommercio Lazio, Rosario Cerra ha condiviso ieri con Comune e Regione l'esigenza di lavorare insieme per far ripartire l'economia della capitale e del...

Eletto da appena un mese alla guida della Confcommercio Lazio, Rosario Cerra ha condiviso ieri con Comune e Regione l'esigenza di lavorare insieme per far ripartire l'economia della capitale e del Lazio e sostenere le imprese più innovative che nascono. Perché i risultati della ricerca sulle startup, condotta dalla Confcommercio Roma e presentati ieri parlano chiaro: c’è nella Capitale tanta voglia di fare impresa e chi si affaccia oggi sul mercato è una persona preparata che sceglie il campo dell'innovazione, dalla realizzazione di prodotti web, all'Ict fino ai settori dell'ambiente e dell'energia. Presidente, qual è il risultato che la colpisce di più di questa ricerca? «Innanzitutto è la prima ricerca sull’ecosistema dello startup di Roma, quello che più mi colpisce è che la metà degli startup si finanziano da soli e quindi c'è un problema oggettivo di finanziamento che va risolto. Un altro dato molto interessante è che le donne sturtupper romane sono il doppio della media nazionale e poi indubbiamente mi ha colpito che c’è un livello molto alto di preparazione dei nostri giovani imprenditori e questo non è che un motivo di vanto per il nostro sistema imprese». Come può ripartire l’economia della regione? «Soprattutto con l'innovazione. Oggi la competizione si fa sull’economia delle conoscenze, e poi bisogna sfruttare le risorse che ci vengono dall’Europa e che devono essere mirate proprio all’innovazione. Per far ripartire l’economia, però, serve anche un po’ più di fiducia da parte di tutti, imprenditori, consumatori, protagonisti della politica. Oggi invece ci ritroviamo un sistema che sta un po’ sulla difensiva». Dalla crisi si esce o no? «È come se fossimo in direzione dell’uscita ma ci manca quel passo in più per vedere la luce. Forse questo è il passaggio più delicato, dobbiamo stare attenti a non guardarci indietro e a non avere paura di andare avanti. Se useremo tutti l’intelligenza e anche il coraggio, a mio avviso ce la faremo». Le imprese lamentano da sempre la difficoltà di accedere al credito. Cosa si può fare per aiutarle? «È vero, è il problema più grande, soprattutto nei periodi di crisi. Le banche si sono messe un po’ sulla difensiva, non so se questo è un bene o un male ma è un dato di fatto. Dobbiamo allora rafforzare gli strumenti alternativi che abbiamo a disposizione, come ad esempio i Confidi. Giusto oggi (ieri, ndr) ne ho parlato alla presentazione della ricerca e mi sembravano tutti abbastanza d’accordo». Come vede lo stallo della Camera di Commercio? «Preferisco non esprimermi su questa vicenda. Ma in linea generale le rispondo che l'immobilismo, di qualsiasi ente si tratti, non fa mai bene al sistema imprese».

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.