Ieri mattina sul filo di lana Ignazio Marino, il grande escluso dai cerimoniali di accoglienza, riesce a incontrare il presidente degli Stati Uniti Barack Obama. Una stretta di mano, pacche sulle spalle e quattro battute in inglese a ridosso della scaletta dell’Air Force One in quello che eufemisticamente è stato definito il congedo ufficiale prima della partenza. «Gli ho trasmesso un messaggio concordato con Napolitano - ha detto il sindaco - vorremmo ospitarlo il 4 giugno a Roma in occasione dei 70 anni della liberazione della Capitale». A onor del vero è una ricorrenza che finora è passata in sordina oscurata dalla vicina parata del 2 giugno. «Obama mi è sembrato possibilista. Poi abbiamo parlato del mio lavoro svolto negli Usa, a Pittsburgh, e mi ha detto che era contento di avere un "Pittsburgh guy" a Roma». Com’era prevedibile l’effetto Obama è durato poco nell’area del Colosseo. Una volta finito il circo di auto, moto, elicotteri al seguito del presidente, i venditori di paccottiglie, ambulanti, abusivi e il resto della fauna che solitamente staziona intorno al celebre monumento si sono d’incanto rimaterializzati. Alcuni di loro s’erano soltanto spostati di qualche metro per dargli il tempo di visitare l’Anfiteatro. Ieri più di una voce s’è levata affinché quel degrado che assedia e mortifica il celeberrimo monumento sia ostacolato e perseguitato in tutti i modi. Per l’Adoc finalmente «si è visto l’Anfiteatro Flavio in tutto il suo splendore, ora è necessario impedire il ritorno dei camion bar per rispristinare definitivamente il decoro urbano». Spiega Lamberto Santini, presidente Adoc «dall’uscita della metro Colosseo fino a largo Corrado Ricci normalmente sono disseminati camion bar in media ogni 50 metri, considerando che il tratto di strada è lungo 400 metri e sono presenti 8 camioncini. Un degrado urbano insopportabile per la Capitale». In effetti sarà difficile dimenticare l’immagine del Colosseo in tutta la sua bellezza, liberato da quella sorta di suk che quotidianamente l’attanaglia. Il consigliere comunale Alfio Marchini ha notato che «l’immagine che ha immortalato Obama in un Colosseo non oscurato dal degrado esterno è la dimostrazione plastica dell'incapacità del sindaco Marino di produrre risultati concreti». Un rimprovero ma anche uno sprone sulla falsariga del «yes we can». Il divieto di sosta ai camion bar, secondo l’Adoc, va esteso a tutte le principali aree turistiche e storiche come Trinità dei Monti. «Per quest’ultima zona lanciamo un appello a Bulgari, che finanzierà i lavori di restauro della scalinata» ha aggiunto il presidente Santini. Hai visto mai che un benefattore privato riesca laddove le istituzioni pubbliche sono incapaci? Il ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini ieri mattina ha incontrato Diego Della Valle e patron di Tod’s. Al centro del colloquio lo stato di avanzamento del progetto di restauro del Colosseo finanziato dalla Tod's. Franceschini nel ringraziare Della Valle per l'impegno che sta sostenendo ha detto: «È fondamentale che lo Stato coinvolga sempre più privati nella valorizzazione del patrimonio culturale». Musica per le orecchie di Della Valle che tra ricorsi e burocrazia è rimasto inutilmente bloccato per tre anni .
«Via per sempre i camion bar dal Colosseo»
È già tornato il suk intorno all’Anfiteatro. Adoc: il repulisti si può fare. Basta volerlo
