Roma Capitale

Sul Cupolone di San Pietro per protestare contro l'Europa

Marcello Di Finizio, inprenditore nel settore balneare, ha scalato la cupola della Basilica romana per la quarta volta

Momenti di tensione a San Pietro. Marcello Di Finizio, 48 anni di Treviso, imprenditore nel settore balneare si è arrampicato con funi da alpinista sulla cupola della Basilica romana, srotolando uno striscione su cui è scritto: "Presidente Napolitano, per l’amor di Dio fermatevi, ci state ammazzando tutti! Papa Francesco, aiutaci tu. Basta macelleria sociale". L'uomo ha dimostrato una buona capacità di arrampicata. La Santa Sede l'estate scorsa aveva innalzato di una cinquantina di centimetri la recinzione per evitare nuova incursioni. Anche la grande inferriata di metallo, situata sull’estremità più alta, puntava ad evitare altri blitz, ma non è servito a nulla. Contattato mentre si trova ancora sul Cupolone ha affermato: "Ormai siamo alle aberrazioni. Sono state fatte mille promesse, i governi cambiano ma nulla cambia. La direttiva Bolkestein sulle concessioni balneari, è una delle tante in cui i governi applicano queste regole senza difendere le aziende italiane. Protesto perché il mio ristorante si trova su una concessione demaniale, dal 2006 le aziende che hanno investito sulle concessioni demaniali sono praticamente paralizzate, la mia azienda è andata a fuoco ed ora le banche non mi finanziano più perché non sappiamo che fine farà il nostro contratto di concessione. Ad oggi non sappiamo che fine faremo. Avevo aperto dei mutui, non riesco a riaprire la mia azienda, le banche mi stanno portando via la mia casa e dopodiché sarò in mezzo alla strada. Io resto qui, lo Stato mi ha messo in ginocchio ed ora mi deve restituire la mia casa e la mia vita. Io ho intenzione di rimanere fino a quando i governanti non siederanno ad un tavolo per discutere della nostra situazione e risolverla. Resto qui, cosa devo fare? devo suicidarmi? Io non mi suicido, resto qui, voglio un'esecuzione pubblica così non sarà un suicidio, ma un omicidio di Stato. Chiedo a Napolitano di fermarsi perché ci stanno ammazzando tutti". I PRECEDENTI L'uomo, originario di Trieste, non è nuovo ad imprese di questo tipo: già lo scorso maggio e poi ancora luglio e ottobre, era salito su uno degli anelli esponendo uno slogan antieuro. Titolare della "Voce della Luna", un locale distrutto da un incendio nel giugno del 2008 e ulteriormente danneggiato dalla mareggiata, al tempo del governo Monti riuscì a parlare con l'allora ministro dello Sport, Piero Gnudi al telefono. Di Finizio si è schierato contro le banche, i politici e la direttiva Bolkestein sulle assegnazioni demaniali, che a suo dire comprometterebbe la prosecuzione della sua attività imprenditoriale. SU FACEBOOK "Mi hanno mentito per tre volte, ma non darò loro la soddisfazione di suicidarmi, io combatterò sempre per difendere la mia casa e il mio lavoro fino all'ultimo respiro. Se vogliono ammazzarmi (ammazzare la gente) lo devono fare davanti a tutti, affinché sia chiaro che questi non sono suicidi, ma omicidi di stato. È sempre sbagliato mettere la gente, la società civile, il tessuto produttivo di questo paese nelle condizioni di non avere più nulla da perdere la storia lo insegna!".

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