Roma Capitale

Così si riscatta un intero quartiere

E dalla compagnia teatrale è emerso anche il talento di Max Giusti

La parrocchia di San Girolamo a Corviale abbraccia la parte vecchia del quartiere popolare romano, quella, per intenderci, che non comprende gli abitanti del famigerato «serpentone». Un quartiere in netta ripresa rispetto ai decenni passati, dove a farla da padrone erano il disagio sociale, la povertà e la criminalità dilagante. Oggi Corviale è, al contrario, una periferia tranquilla, certo con ancora molte problematiche ma allo stesso tempo i progressi degli ultimi anni sono evidenti. Progressi che hanno riguardato un miglioramento dei servizi, un calo dello spaccio di droga e, più in generale, una maggiore attenzione da parte delle istituzioni. Tutto questo è stato possibile grazie alle battaglie condotte dai cittadini, dalle famiglie e dai sacerdoti della parrocchia San Girolamo che nel tempo si sono succeduti. Don Stefano, l'attuale parroco, è in carica solo da un anno e mezzo e raccogliendo in eredità quanto fatto dai suoi predecessori, sta aiutando i suoi 16mila parrocchiani a far fronte alle contingenze di questo difficile momento. «I problemi di oggi - spiega - sono differenti rispetto al passato. Prima c'erano problemi di degrado a di tossicodipendenza, oggi la criticità maggiore è l'assenza di lavoro». Nel ceto medio della parrocchia infatti sono largamente presenti commercianti e lavoratori nel settore dell'edilizia. In pratica le due categorie più colpite dalla crisi. Per questa ragione, in questa come in molte altre zone della capitale, la parrocchia svolge un ruolo di primo piano per quel che riguarda il sostegno alle famiglie che faticano ad arrivare a fine mese e soprattutto ai molti anziani soli. Per i primi è operativo un centro d'ascolto per cittadini italiani e stranieri, con problemi di varia natura, che offre aiuto per la ricerca di lavoro, il pagamento delle bollette oltre ad offrire supporto di natura psicologica. Per i secondi, invece, si sono formati due gruppi di accoglienza. Uno femminile chiamato «Il Caffè dell'amicizia», per cui ogni lunedì «si incontrano circa cinquanta donne per pregare, chiacchierare, prendere il caffè e stare insieme». L'altro, maschile, che vede «15 vispi signori, radunarsi tutti i giorni per giocare a carte». Ma l'attenzione della comunità parrocchiale è ovviamente rivolta a tutte le età, con una particolare attenzione alle nuove generazioni. Alla crescita del quartiere è corrisposta una crescita della parrocchia stessa, grazie alla quale da ottobre è stato riaperto l'oratorio con parco giochi per bambini, ma soprattutto il 22 dicembre sono stati inaugurati, alla presenza del presidente del Municipio e dell'assessore alle Periferie, due campi sportivi polivalenti a disposizione dei giovani della parrocchia. Ed è l'attività sportiva il vero tratto distintivo della parrocchia. Molto attiva è infatti la società calcistica parrocchiale associata all'Anspi, un'eccellenza da oltre 40 anni, che vanta oltre 60 iscritti. Dallo sport alla cultura, sono due le compagnie teatrali, entrambe composte da circa 40 persone tra adulti e bambini che producono una rappresentazione annuale e da queste di tanto in tanto emerge qualche talento. «Ultimo dei quali - afferma orgoglioso don Stefano - è stato il cabarettista Max Giusti». Infine, all'attività di formazione ai Sacramenti per grandi e piccoli e ai gruppi di preghiera tradizionali, va ad aggiungersi da qualche tempo, la Catechesi dei 10 Comandamenti che vede, ogni domenica sera, la partecipazione di oltre 70 persone e il numero delle persone che si avvicina a questi incontri è destinato a crescere sempre di più.

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