Roma Capitale

Aziende e personale Marino vuole tagliare 4mila dipendenti

Il Comune punta su nuove norme per pensionare il personale in esubero

All’indomani dal "sì" ricevuto dal ministro per la Pubblica amministrazione e Semplificazione Marianna Madia a partecipare, domani, alla «cabina di regia» istituita in Campidoglio per la definizione del Bilancio 2014 e per il decreto Salva Roma (piano di rientro e ristrutturazione del debito), il sindaco Marino si spinge oltre e fornisce dettagli sul piano del Comune. Ormai scontato, e indispensabile, il riassetto rivoluzionario delle società capitoline, sempre più destinate a confluire in una super holding, non solo nel numero però. Il Campidoglio chiede infatti una nuova normativa che possa consentire la mobilità interna e dunque il cosiddetto «comando» da una società partecipata all’amministrazione centrale o municipale, e viceversa. Questo significa «valorizzare al meglio le risorse umane di cui disponiamo - ha spiegato Marino - Roma, tra Campidoglio, municipi e società partecipate ha circa 70mila lavoratori. È necessario avere una norma dallo Stato che ci consenta, anche rispetto a molte assunzioni fatte tra il 2008 e il 2013, di poter spostare dipendenti. Sono convinto che Roma può diventare un esempio di best practice e un modello per il resto del Paese». Non solo "snellimento" delle società dunque ma anche interventi diretti - e mirati - alla gestione del personale. Un’altra "chicca" sulla quale il Campidoglio conta per poter definire il piano di rientro è quella di tornare al «pre-Fornero», una richiesta avanzata dall’Anci e in passato rispedita al mittente dal Parlameno. Adesso, però, le carte in tavola sono cambiate, o almeno Marino ci spera: «Quell’emendamento per i grandi Comuni che hanno migliaia di dipendenti indicava la possibilità di ritornare alla normativa pre-Fornero. Questo per Roma significherebbe avviare al pensionamento circa 4mila persone e quindi un risparmio per le casse comunali sulla spesa corrente intorno ai 160 milioni all’anno. È una questione aperta non solo per Roma ma per molti Comuni italiani». E mentre in Campidoglio si fanno ancora i conti, calcolatrice alla mano, dalla Regione Zingaretti spegne la sua «prima candelina» alla guida del Lazio. Lo ha fatto con l’approvazione in giunta di una nuova legge di «spending review» che taglia poltrone e conferma il "non aumento" dell’Irpef per le fasce più deboli. Ieri l’ultima novità annunciata da un breve messaggio: «Spending review nel Lazio: risparmiati 9 milioni di euro su 31 sulla gara per i pannoloni per persone incontinenti. Si sprecava anche su questo».

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