Roma Capitale

Hot dog fatale Controlli della Asl sui soccorsi all’Ikea

Ivan Cimmarusti Atassia cerebrale dovuta al soffocamento prolungato di un wurstel in gola, mangiato al ristorante Ikea di Porta di Roma. Questi i risultati dell’autopsia compiuta sul piccolo...

Atassia cerebrale dovuta al soffocamento prolungato di un wurstel in gola, mangiato al ristorante Ikea di Porta di Roma. Questi i risultati dell’autopsia compiuta sul piccolo Francesco, 3 anni, morto giovedì della scorsa settimana, dopo un’agonia durata cinque giorni. Ed è proprio sul gigante del mobile low cost che ora si concentrano le indagini della Procura della Repubblica di Roma. Perché stando alla prima ricostruzione non ci sarebbe stato un celere intervento. Per questo il sostituto procuratore Alberto Galanti ha dato la delega all’Asl di compiere accertamenti di natura amministrativa, per verificare se l’intoppo che è costato la vita al piccolo, sia avvenuto proprio nel centro commerciale. La delega ha un obiettivo: accertare se, come segnalato, la squadra di primo soccorso di Ikea non sia intervenuta in tempi celeri. Di fatto, già le testimonianze della mamma del piccolo, Alessia Viti, sollevano un’ombra su Ikea e sulla «assenza di un primo soccorso che avrebbe potuto salvargli la vita. Cose simili non devono succedere mai più, mai più». Tra i presenti che hanno assistito alla scena, un’altra mamma, la quale ha raccontato della disorganizzazione rispetto agli interventi di primo soccorso: «La sola cosa che è stata fatta è stato chiedere all’altoparlante se ci fossero dei medici nel centro commerciale, intanto il bambino non respirava, aveva alzato gli occhi al cielo e stava svenendo, noi gli davamo delle pacche sulla schiena perché si era capito che si stava strozzando ma nessuno è intervenuto subito, nessuno sapeva cosa fare». Federica Vitti, zia della giovane vittima, ha invece raccontato di essere venuta in contatto con un’altra testimone, la quale avrebbe detto che «per prima è stata sua sorella a correre a Leroy Merlin per cercare aiuto, ha trovato una ragazza che è subito corsa da mio nipote lasciando tutti, anche la borsa, perché era un medico». Il fascicolo, al momento, è contro ignoti, anche se l’ipotesi di reato è per omicidio colposo. L’obiettivo è di far luce sulla fase dei soccorsi, alla luce delle varie testimonianze raccolte che, presto, finiranno all’attenzione dei magistrati di piazzale Clodio. Audizioni si prospettano anche per il responsabile di quello stabilimento di Ikea, al fine di far luce su tutta la vicenda. C’è da dire, inoltre, che già con una nota, l’azienda rimbalza le responsabilità. «Ai primi segni di soffocamento – hanno affermato – il responsabile di turno del negozio ha richiesto il soccorso del 118 e contemporaneamente, con l’altoparlante, l’intervento dei medici presenti in negozio, nel frattempo sono intervenuti gli addetti della squadra di primo soccorso per effettuare la manovra di disostruzione». Secondo dati diffusi, allarmanti, diffusi dall’ospedale Bambino Gesù, ogni anno in Italia 50 bambini perdono la vita per soffocamento da cibo, provocando circa il 27% dei decessi accidentali. Dopo l’autorizzazione all’espianto degli organi e dopo l’autopsia, la famiglia potrà tumulare il piccolo Francesco. I funerali si svolgeranno oggi alle 14 nella chiesa di San Remigio, a Colleverde, vicino Roma.

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