È in pericolo di vita il bimbo di tre anni appena compiuti che, ieri pomeriggio, si è strozzato mangiando un wurstel al ristorante Ikea del centro commerciale Porta di Roma, dove stava facendo uno spuntino con la mamma che non si dà pace: «E’ colpa mia, sono stata distratta». Il piccolo, ricoverato in prognosi riservata in terapia intensiva neonatale del Policlinico Gemelli, è rimasto in arresto cardiaco per circa 40 minuti, un tempo infinito che – non si esclude – potrebbe comportare anche ripercussioni a livello neurologico. «Una scena agghiacciante, non respirava ma nessuno sapeva cosa fare», hanno raccontato i testimoni seduti ai tavolini del ristorante che, per primi, si sono accorti dell’incidente richiamati dalle disperate richieste di aiuto della madre. Con ogni probabilità il bambino ha inghiottito un boccone troppo grosso del panino, è stato evidente fin da subito che quel pezzo di wurstel stava per soffocarlo, così è scattata l’allerta al 118, che è poi intervenuto con le due ambulanze più vicine al luogo, seguite da una terza col medico a bordo, che ha avviato le manovre di disostruzione e rianimazione. Sui soccorsi si difende anche Ikea: «Ai primi segni di soffocamento - si spiega in una nota - il responsabile di turno del negozio ha richiesto il soccorso del 118 e contemporaneamente, con altoparlante, l’intervento dei medici presenti in negozio, nel frattempo sono intervenuti gli addetti della squadra di primo soccorso per effettuare la manovra di disostruzione», mentre «ai sanitari accorsi è stato messo a disposizione un defibrillatore». Scortato dai carabinieri della stazione Nuovo Salario, intervenuti sul posto, il bambino è stato prima condotto e stabilizzato all’ospedale San Pietro, poi trasferito in codice rosso al Gemelli, dove i medici hanno immediatamente constatato la gravità. L’ingestione del wurstel ha provocato un laringospasmo, quindi l’arresto cardiaco durato circa 40 minuti. Il piccolo sarà sottoposto ad ipotermia terapeutica pediatrica, modalità d’avanguardia che nei fatti consiste nel «raffreddamento» del corpo per le prossime 48 ore a protezione degli organi. «Ci hanno detto che ancora non si può dire che starà bene, è tutta colpa mia, dovevo stare più attenta, era anche sottopeso», piange e si dispera nei corridoi di terapia intensiva la giovane mamma, Alessia, mentre tutti, intorno, cercano di convincerla che è stato un incidente, che lei non c’entra nulla. «Sto pregando per lui, io e mio marito Lorenzo abbiamo solo lui, è un angelo quel bambino, sto solo pregando che Dio illumini i medici che lo stanno curando». Per quanto riguarda le indagini, i carabinieri acquisiranno le registrazioni del ristorante al fine di appurare l’esatta dinamica dei fatti.
Mangia wurstel da Ikea, bimbo di tre anni soffoca
Grave al Gemelli il figlio unico di una coppia romana. La mamma piange e prega: «È colpa mia»