Roma Capitale

Il censimento darà una casa vera agli okkupanti

«Se il censimento dentro le occupazioni abitative verrà formalizzato da un percorso dove Roma Capitale si assume l’onere di ciò e delega poi i suoi strumenti a fare questa cosa, è un oggettivo...

«Se il censimento dentro le occupazioni abitative verrà formalizzato da un percorso dove Roma Capitale si assume l’onere di ciò e delega poi i suoi strumenti a fare questa cosa, è un oggettivo riconoscimento della residenza. Riconoscendo gli abitanti delle occupazioni, si riconosce loro il diritto a risiedere nel luogo dove stanno. Di conseguenza non potrà essere tollerabile il distacco di utenze». Lo ha dichiarato il leader dei Blocchi Precari Metropolitani Paolo Di Vetta, dopo l’incontro di una delegazione dei Movimenti per la Casa con l’assessore alla Casa di Roma Capitale Daniele Ozzimo. Per Di Vetta il censimento «sarebbe uno strumento formidabile di opposizione all’articolo 5 del piano casa del ministro Lupi approvato l’altro ieri in Consiglio dei ministri. Le occupazioni sono qualcosa che non si può nascondere sotto il tappeto, sono un ammortizzatore sociale. Mi sembra - afferma - che l’atteggiamento dell'assessore alla Casa sia molto infastidito da un’operazione di questa natura che non tiene conto della crisi e della realtà». Insomma l’ennesimo incontro di una delegazione dei movimenti con Ozzimo sul censimento per reperire risorse e individuare gli idonei alla casa è stato «proficuo» per Di Vetta. «Ci si sta apprestando a chiudere l’elenco fino al 31 dicembre 2013, per cui anche occupazioni che non stanno dentro la delibera 206, né dentro la 124, legate allo Tsunami dei Movimenti. Questa fase si chiuderà venerdì prossimo, con un nuovo incontro con l’assessore sull’elenco più preciso. Poi ci sarà il passaggio con il Comandante dei vigili urbani Raffaele Clemente per definire la forma del censimento, uno strumento operativo così da consegnare nelle mani della Regione la parte di censimento che spetta al Comune. Un’altra parte del censimento la svolgerà l’Ater. Alla fine la Regione avrà in mano il quadro completo degli aventi diritto». «In merito agli elenchi del Comune circolano alcune cifre: 700 nuclei per i "10 punti", forse 2mila i nuclei per i residence, approssimativamente. Credo comunque che i numeri delle occupazioni e dei residence si equivalgono sui 2mila nuclei. Il criterio che fissa al 40% sia occupazioni sia residence, e al 20% i "10 punti", dovrebbe essere una ripartizione equa. Anche su questo la delibera dà un'indicazione di massima in base a proporzionalità dei numeri, perciò penso che bisognerà trovare un momento di accordo».

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